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- Prefazione -

 

Nel ricostruire, per quanto al momento possibile, la storia delle vie, si è ricalcata l’evoluzione delle terre e delle possessioni in esse fondate, sul cui sviluppo si è determinato il paese e la sua viabilità.

Le strade uniscono ogni casa, ogni terra, anzi ogni appezzamento, quale cellula vitale dell’impianto economico, e si diramano quindi come un tela di ragno, che rende irrealizzabile un’esposizione lineare di conseguenzialità topografica.

Per questo nel relazionare le vie non sempre è stato possibile mantenere la sequenza geografica, la quale tuttavia costituisce il criterio scelto nell’elencazione delle strade, perché l’ordine alfabetico avrebbe troppo forviato dalla coerenza dei siti viciniori, dall’omogeneità cioè delle singole zone di Consandolo, esteso tanto da coprire terre e luoghi morfologicamente dissimili.

Alcune difficoltà tipografiche hanno inoltre determinato altre scelte di impaginazione, per cui , per agevolare la lettura e l’immediato reperimento delle vie, si è anteposto l’elenco dei nomi in ordine alfabetico, di veloce e facile consultazione, con la relativa pagina di riferimento.

Si fa presente che in alcuni casi i dati effettivi discordano dalla scritta sul cartello segnaletico, per inconvenienti accorsi al momento dell’incisione.

Per la pronuncia delle parole dialettali, si sono adottati i seguenti artifici grafici per ogni lemma posto tra parentesi o scritto in corsivo:

-          Tutti i vocaboli dialettali sono accentati.

-          L’accento è sempre grave sulle vocali à, ì, ù, in quanto di suono aperto.

-          È grave su è ed ò solo quando indica pronuncia aperta (/ε/, /∂/), come in bèlla e fòrza.

-          L’accento acuto sopra la ś a la ź, indica il suono sordo (/s/, /ts/), come in sera e zitto; l’assenza di accento indica i suoni sonori (/z/, /dz/), come in caso e zona.

-          Per l’affinità tra il suono duro e il suono sordo, privo di vibrazioni, l’accento acuto posto sopra la ć e la ģ indica il suono velare, gutturale (k), come in cane e gatto; l’accento breve in č e ğ indica il suono dolce palatale (k), come in cena e gelo.

La trascrizione fonematica è ripresa dai simboli dell’alfabeto dell’Associazione Fonetica Internazionale.