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- Strada della Villana -

 

Da via Trebbo a via Molinellina.

La strada si è sempre chiamata con il nome della possessione “ La Villana”, che probabilmente lo deriva dal fatto che nel ’700 la terra era di proprietà della signora Gaetana Ruvioli Villani, “posseditrice” di più fondi sparsi in Consandolo. [1]

Può darsi infatti che la parte del suo cognome, forse presa già così dal padre o forse assunta dal coniuge, femminilizzata nel parlare quotidiano, proprio per il riferimento alla proprietaria donna, sia passata a denominare il fondo.

Di questo però non vi è prova certa, perché la maggior parte dei possedimenti terrieri hanno nomi femminili, forse per concordanza col termine “possessione”, e va anche ricordato che i cognomi si sono affermati per lo più nel corso del XVII secolo e che essi stessi potevano derivare dal nome della terra. A Consandolo ad esempio nel ’500 le persone erano ancora registrate col soprannome o col patronimico, quest’ultimo scomparso solo nel secondo dopoguerra; sono proprio stati i soprannomi a determinare i cognomi e ovviamente avevano le più svariate origini, che andavano dalla provenienza geografica, alle caratteristiche fisiche o attitudinali, ai mestieri o anche ai luoghi di abitazione, come i fondi agricoli.

Certo per dare il nome alla strada, di denominazione antica e non recente, “La Villana” doveva essere la più importante possessione lungo il suo corso e probabilmente la più antica.

Il nome stesso anzi può essere una spia delle sue origini molto lontane: “villa” infatti è rimasto come residuo linguistico ad indicare la passata presenza di una villa romana, in tutta l’accezione del termine, cioè di un possedimento rustico, con ricca abitazione padronale ed azienda, pressoché autosufficiente, di produzione e rendita agricola. [8]

Tale interpretazione del nome può essere suffragata dal fatto che via Trebbo, argine destro del Sandalo romano, è un toponimo che a sua volta segnala una postazione romana [10] e che Strada Romana è il nome della via, che da Benvignante porta al Trebbo, scritto sul catasto Carafa (1770).

È interessante osservare anche l’andamento della strada della Villana, considerando che è antica e non recentemente manomessa; il corso infatti è un rettilineo perfetto, che non tien conto di nessuna asperità naturale, tanto da pensarlo certamente tracciato dall’uomo e perpendicolare alle linee degli appezzamenti della Villana, proprio come accadeva nei reticolati ortogonali della centuriazione romana, cioè del sistema di tracciamento dei confini, che i Romani applicarono nell’assegnare terre ai coloni. [9]

Questa ipotesi non è del tutto avulsa dalla realtà contestuale, perché in quest’area vi sono anche altri residui di vie lineari potenzialmente riconducibili ad antichi tracciati perpendicolari e perché già nel 1926 il Niccolini, nella sua “Storia dell’agricoltura ferrarese”, scriveva che il sistema di planimetria rurale fu insegnato agli abitanti dell’antico delta del Po dai coloni romani, soldati e agricoltori, che nel I secolo a.c. Roma Repubblicana inviò a sconfiggere i Galli Lingoni.

Possessione "La Villana"