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- Via Camillo Ricci -

 

(1590 – 1626)

 

Da via C. Bergamini Rosa (chiusa).

 

Tutta questa via, sorta con la lottizzazione degli anni ’60 del Novecento, era un tempo inglobata nel corpo del Palazzo della Delizia estense.

Forse vi era la camera del Duca o la cappella del pianterreno o la segreteria, è invece meno probabile che ci fosse la cucina o le cucine, visto che ve n’erano almeno due, fornite ovviamente sia della camera della dispensa che di quella degli arredi per la tavola, perché è più ragionevole pensarle situate nella parte sinistra dell’ingresso principale, cioè verso la Castalderia, vale a dire il borgo che ancora si chiama Corte, dove vi era il pozzo e dove arrivavano le vettovaglie.

Di sicuro nell’odierna via vi era lo sperone del Palazzo, un contrafforte che si allungava fin quasi a toccare un’ala delle scuderie, lasciando uno stretto passaggio, che si conserva ancora, perché parte dell’edificio delle scuderie esiste tuttora come abitazione privata; il passaggio è oggi segnato da un fittone di marmo, già ornamento del giardino ducale. [4]

Quasi a ricordare gli antichi fasti è il nome del pittore

Camillo Ricci, che  nacque nell'anno 1590, studiò, e imparò nella scuola dello Scarsellino. Ebbe tanto genio e portò tanto amore al suo Maestro, che si ridusse a “stare seco a titolo di famigliare per tutto il tempo di sua vita”.

Riuscì Pittore di non poco credito e le opere sue sono comunemente stimate.

La sua maniera di dipingere fu vaga e tenera, se non quanto quella del suo Maestro, per certo poco discosta da quella; adoperò un impatto riposato ed eguale ed espresse gli Angeli con idee vaghissime e particolari.

Morì giovane l’anno 1618, tre anni avanti il suo maestro: Si pensa che fosse sepolto in S. Maria della Rosa, nel sepolcro del famoso Bartolomeo Ricci, ma non è che un’opinione. [34]

Assunzione al cielo            Annunciazione