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- Stradone della Pioppa -

 

Da via Trebbo a fondo Pioppa. (Demaniale non di uso pubblico)

A non molta distanza da via Nazionale Nord, nel punto in cui si situa il fondo Braglino, lo stradone si stacca, quasi perpendicolarmente, da via Trebbo e se ne allontana, più o meno verso nord – ovest, con andamento quasi parallelo alla stessa via Nazionale Nord, segnando una leggera curvatura, che evidenzia come lo stradone sia stato l’argine sinistro del Sandalo medievale. [6]

Lo si è sempre chiamato così, perché è lo stradone d’accesso della possessione Pioppa, dove termina, dopo aver incrociato nel suo corso anche il podere Pioppetta.

Il termine fitonimico indica al solito l’antica prevalenza di tali piante in questa zona [8], cosa che tra l’altro conferma ulteriormente la sua vicinanza al fiume, poiché i pioppi sono proprio gli alberi che, persino mitologicamente, vengono associati al Po e ai suoi rami.

Nel Catasto Carafa (1770) il fondo risulta inserito in un’area, che già in quel periodo era abbastanza particellata; infatti fra le varie proprietà sono espressamente nominate: la possessione Pioppa, appartenente al sig. Girolamo Medini, la possessione I Portoni del sig. marchese Montecuccoli, affittata, e il terreno detto la Pioppa  (oggi Pioppetta) del sig. Felice Scalambra e cugini, che a quel tempo erano proprietari di vari fondi a Consandolo, sia in zona Gresolo, che in zona Lame, quest’ultima adiacente alla possessione Scalambra, in cui forse anche risiedevano, visto che ne porta ancora il nome.

Fra questi possedimenti si inseriva anche il terreno dei Monaci di San Gabriele, gestito al solito da Liborio Bighini, che corrisponde esattamente, compreso il “ponte Bighini” sul Cantarana, alla possessione chiamata Olmo dai Consandolesi, ma segnata in carta come Olmino.

Questo nome secondo la memoria locale apparteneva invece al fondo, il cui casale è stato trasformato nell’Idrovora di Benvignante, terra sempre appartenente al Monastero di San Gabriele, che sul Catasto Napoleonico (1809) è menzionata come Olmo.

All’attuale Olmo – Olmino comunque, con la stessa identica capezzagna (“cavedagna” sul Catasto Carafa) è ancora collegato lo stradone della Pioppa, che passò in proprietà ai Salvatori già nell’800 e appartiene ancora alla Fondazione Salvatori, e il casale è sempre lo stesso del ’700, dal momento che nell’inferriata a raggiera sormontante il portone di ingresso spiccano ancora le iniziali intrecciate “M. G.” di Girolamo Medini. La casa, ormai vuota da anni, è stata ininterrottamente abitata dal 1936 agli anni ’90 dalla famiglia Squarzoni, che ne gestì il fondo.