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- Borgo Piazzetta -

 

Questo documento del 1741 riporta abbastanza dettagliatamente gli immobili esistenti nel borgo Piazzetta e le misure della possessione del Bisso coincidente con la paleofoce del Sandalo nel Po di Primaro, ancora attivo all’epoca di questa perizia. L’interrimento definitivo del Sandalo avvenne invece nel XIV secolo.

Le misure della possessione, e quindi anche della foce, sono riportate in pertiche ferraresi (circa 4 metri ogni pertica).

Le due distanze maggiori disegnate nello schizzo, quella orizzontale e quella verticale, sono rispettivamente di 20,0+9,0+12,2 = 41,2 pertiche (165 metri circa) e di 24,8+17,0 = 41,8 pertiche (167 metri circa).

La Piazzetta è identificabile nello slargo che comunica con l’Argine Comunale del Po d’Argenta (Primaro)  a sud [1] e i portici Rondinelli a est [2] attraverso i quali si entrava nell’area della delizia Estense di Consandolo; adiacenti ai portici ci sono disegnati dei punti che potrebbero essere le colonne del portico stesso oppure una serie di fittoni; forse quei fittoni di marmo rosa che, a causa della successiva costruzione del tratto di strada statale che avrebbe attraversato il paleoalveo del Sandalo, sono stati tolti e accatastati per molto tempo nel terreno della famiglia Buscaroli e poi posti davanti al sacrato della nostra chiesa. I punti disegnati proseguono anche dall’altra parte della strada a ridosso dell’altro edificio ad angolo e identificabile come quello che rimane dell’antica fortezza Stellata [3].

All’interno dello stesso fabbricato, nella perizia, è riportata la presenza dell’osteria dei Principi Pii [4] e nelle vicinanze è disegnata la Chiesa di San Giovanni [5], la più antica chiesa di Consandolo demolita alla fine del XVIII secolo, di cui resta l’oratorio.

 Le vie che attraversavano il borgo Piazzetta erano:

L’Argine Comunale [1] che costeggiava il Po di Primaro e portava verso ovest al passo Morgone e a Traghetto e verso est ad Argenta.

La Via Commune [6] coincidente con l’argine sinistro del Sandalo medioevale. Questa strada conduceva al borgo Trebbo; è in parte ancora oggi sovrapponibile alla via Burioni ma nel suo tratto verso la Piazzetta non è più visibile.

La Via Comunale [7] che costeggiava le mura di cinta della delizia Estense (poi palazzo Rondinelli), passava vicino alla Mensa e si ricongiungeva con la strada per Portomaggiore. Oggi gran parte di questa strada è diventata nel 1937 canale di scolo per la raccolta delle acque della bonificata valle di Marmorta oltre l’argine del Po di Primaro, il condotto canova inferiore.

La Via che va a Ferrara [8] coincide con l’argine destro del Sandalo medioevale. Il tratto che piega a sud è oggi identificabile con la via Belvedere, mentre quello che si dirige verso il borgo Trebbo, coincide con l’attuale via Nazionale. Al Trebbo si ricongiungeva con l’antichissima strada Romana che ancora oggi conduce a Ferrara.

La fortezza Stellata

In epoca medioevale, sulla sponda sinistra del Sandalo a Consandolo, vicino alla foce, esisteva una bastia, la fortezza Stellata. Essa era collegata ad una catena che serviva a bloccare le navi sia sul Sandalo che sul Primaro per il pagamento di dazi e gabelle.

Questa Bastia fu costruita da Niccolò I d’Este verosimilmente nel periodo successivo all’inizio della sua Signoria a Ferrara nel 1317, ma certamente prima del 1333, anno in cui avvenne una tremenda battaglia che contrapponeva il Legato Pontificio di Argenta agli Estensi; questo combattimento avvenne proprio alla fortezza Stellata di Consandolo.

La costruzione della fortezza sulla riva sinistra del Sandalo, dove oggi si trova il borgo Piazzetta, fa presupporre che nella prima metà del XIV secolo ci fosse ancora una certa attività di navigazione nonostante gli effetti pesanti causati della Rotta di Ficarolo.

Accertato che la tensione tra Argenta e Ferrara iniziò a causa del pagamento dei dazi e l’oggetto della discordia era appunto la catena della Stellata, è presumibile pensare che il fiume interessato fosse il Po di Primaro più che il Sandalo, dato che solo il primo passava per Argenta.

La cronaca della battaglia avvenuta a Consandolo presso la Stellata racconta: ”Nel dì 6 di febbraio stando il marchese Niccolò a Consandolo, facendo la guardia i quella Stellata. arrivarono colà le milizie tó legato , e diedero battaglia. Accorse armato il marchese ; ma cadutogli il cavallo in un fosso , fu preso e condotto con altri nelle carceri di Bologna. e la Stellata venne in poter de' nemici. Questo felice colpo facilitò all'armata pontificia il passaggio del Po ; e però senza contrasto giunse fin sotto Ferrara…”

La cronaca riferisce anche dell’esistenza di un porto con l’attracco di molte navi: “Nel detto anno (1333), a dì 6 febbraio, la cavalleria e gente del legato ch’era in Argenta subitamente cavalcarono a Consandoli, ov’era la gente de’ Marchesi, e coloro virilmente assalirono e sconfissero, e presero la villa e il porto e tutto il loro navilio”. 

In questa battaglia la fortezza Stellata fu distrutta e mai più ricostruita.