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- Strada dell'Olmo e della Marianna -

 

Da via Nazionale (Benvignante) a via Molinellina .

La zona di questa via è da sempre conosciuta a Consandolo come la “Mariàna”, un fondo lontano per chi andava a lavorare a piedi, come di solito avveniva, e ”Possessione Mariana” è sul Catasto Carafa un vasto possedimento del conte Dino Montecatini, lo stesso proprietario dei terreni alla Mancina e alla Molinellina, una terra estesa da entrambi i lati della “Strada Pubblica”, perfettamente identica all’attuale Strada dell’Olmo e della Marianna.

Anche la situazione dei confini rispecchiava grossomodo quella di oggi: a sud vi era la Braglia Nuova di Gian Battista Pasi, a sud-est la tenuta del conte Pacchieni, che corrisponde all’odierna Braglia, a sud-ovest il terreno detto “Le Fornaci”, parte della possessione di Benvignante del marchese Teofilo Calcagnini, coincidente con l’attuale parco e Delizia di Benvignante. A ovest, in angolo fra questa strada e via Nazionale, vi era un prato del sig. Stefano Pasi, esattamente dove ora c’è la possessione Olmo, col casale fatto costruire dai conti Gulinelli nel XIX secolo e che ha dato la prima parte del nome alla strada. A nord seguitava la possessione “Mariana” e nell’angolo nord-est, prossimo alla Molinellina, il terreno dell’”Abazia di San Girolamo”, di cui era usuario il sig. Girolamo Manzali, si trovava proprio dove adesso c’è  la Ca’ Manzala. [1]

Sulla mappa del Catasto Carafa non è segnata alcuna abitazione in questi quattro odierni possedimenti che costeggiano la strada, ma questo non costituisce una prova della loro assenza, in quanto le case spesso non venivano recensite, specie se erano esenti da tasse, come quelle della Chiesa, o se si era già calcolata l’imposta sul “casamentivo” allo stesso proprietario; oggi nell’area della vecchia possessione “Mariana” si trovano due casali, di cui uno chiamato “Marianna” e l’altro, vicino all’Olmo, “Magnana”. Quest’ultimo è un edificio dall’aspetto piuttosto antico, con caratteristiche strutturali sicuramente anteriori al XVIII secolo, munito di uno zoccolo rastremato tipico delle costruzioni a filo d’acqua, battente direttamente sulla strada, che potrebbe avvalorare l’ipotesi che la via fosse in origine un corso d’acqua, tra Sandalo e Gaibana o ex Gaibana, fatto evidenziato anche dalle sinuosità del corso.

Anche il nome potrebbe derivare da un originario “Magnana” (grande) con l’evoluzione Majana -> Mariana; in ogni caso il nome era già consolidato nel ’700 e non vi sono prove certe che confutino il semplice nome femminile Maria Anna - Marianna, perché è certa l’esistenza di possessioni dal nome di donna, quale ad esempio la possessione Donna Marfisa sul Primaro.