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- Via Nazionale Sud -

 

Da via Nazionale Nord a via Adriatica (Boccalone).

È la stessa Statale 16 di via Nazionale Nord e, se è vero che oggi è con questa un unico corso e che solo il punto di confluenza della via Provinciale ne determina il cambiamento di nome, fino a gran parte del Novecento la strada partiva nel punto in cui via di Mezzo vi si innesta.

È vero infatti che via Provinciale è sempre stata agibile fino ai piedi dell’argine, su cui saliva tramite la rampa per andare sia a destra che a sinistra, ma la strada costeggiante il piede dell’argine non c’era; il tratto a sud cominciava appunto in via di Mezzo e quello a nord, fino a tutto il ‘700, si fermava alla Piazzetta.

Quando, a metà dell’Ottocento, la Delizia estense, diventata Palazzo Rondinelli, fu demolita ed il muro di cinta del giardino abbattuto, la ex Strada Romana si prolungò fino ad incontrare via Provinciale, ma non andò mai oltre e, per arrivare ad Argenta, si scendeva per la Provinciale fino in piazza e si svoltava in via di Mezzo, dove il cippo miliare indicava direzione e distanza per Argenta e Lugo, quindi, arrivati alla via Nazionale Sud, si girava a sinistra, obbligatoriamente, visto che a destra non c’era nessuna strada.

Naturalmente i Consandolesi, con l’andar dei secoli, avevano ricavato un passaggio più diretto tra i due tronchi di via Nazionale, un sentiero ai piedi dell’argine, battuto e ribattuto, a piedi prima ed anche in bicicletta poi, chiamato “La Stradèla”, ma che non era carrozzabile. Solo quando è stata asfaltata la Statale 16, negli anni ’30 del secolo scorso, si è provveduto a far diventare il sentiero quel tratto di strada che è anche ora, a lato della quale si iniziò la costruzione delle case solo negli anni ’60.

Per il resto, verso Argenta, via Nazionale Sud non è cambiata rispetto al passato, anche allora correva fiancheggiando l’argine, anzi su uno spalto dell’argine, come si può ben costatare anche adesso guardando la sua quota rispetto alla campagna, e in una perizia del 1741 si legge che la via era chiamata “Coronella”, per indicare ciò che effettivamente era: una coronella, cioè un argine di fiume, di forma arcuata, dietro all’argine antico, per rinforzarlo.

Questa parte della via, tra la Scabbia e il confine con Boccalone, così direttamente connessa al Primaro, è stata la protagonista degli eventi storici dei secoli XII e XIII, quando le lotte fra Guelfi e Ghibellini a Ferrara acuirono i problemi sulla giurisdizione della Chiesa di Ravenna, che deteneva il governo di Ferrara fin dall’epoca bizantina, facendola amministrare dai Marchesi di Canossa, cui l’aveva concessa in feudo e da cui Ferrara divenne presto indipendente.

Le vertenze tra Ferrara e Ravenna riguardavano soprattutto il limite territoriale delle rispettive pertinenze, così dopo anni di lotte sanguinose, durante le quali i Ravennati scorsero fin dentro il polesine di Codrea, incendiandovi molte case, e i Ferraresi di conseguenza presero e distrussero Argenta, nel 1200 si concordò una pace [13] che fissava il confine della giurisdizione di Ferrara alla Fossa di Bosio, che era sotto Consandolo e che, passando per Portoverrara e Massa Fiscaglia arrivava fino al Volano [20].

Il capolinea di questa fossa, che a Consandolo oggi è identificata col condotto Passo del Sale, tagliava proprio la via oggi Nazionale Sud nel punto dove inizia via del Bosco, dove, al di là del fiume, si stendevano le terre dei Canossa, rimaste di loro proprietà fino al Novecento. Qui fu il confine e qui si impiantò la Dogana e il Dazio; qui vi era stato l’ospedale di Vincinimico, un “Ospedale di carità”, un’istituzione di carattere religioso per curare i bisognosi, la cui collocazione potrebbe a ragione vedersi nell’edificio che per secoli è appartenuto alla Confraternita di Consandolo del Santissimo Sacramento e che si chiama tuttora Santissimo.

È inserito tra via Nazionale Sud e l’argine del Po di Primaro, in quella striscia di terra frammentata in molte proprietà già nel Settecento, fin nella punta di confluenza tra Primaro e condotto Passo del Sale, che apparteneva alle Anime del Purgatorio, cioè ovviamente alla Chiesa. Oltre questo lotto, nel terreno subito al di là della rampa di via del Bosco, alla fine degli anni ’30 del Novecento, si ubicarono gli impianti della Centrale del Metano, perché le prospezioni geologiche collocavano il bacino metanifero più orientato verso Boccalone e per un compromesso si optò sì per l’insediamento a Consandolo, purché fosse vicino a Boccalone [11].

Si collocarono qui di seguito, proprio per i vantaggi che la Strada Statale poteva offrire, anche gli impianti per la lavorazione e conservazione della frutta dell’Azienda Corelli, quando a metà circa del Novecento rilevò gran parte della tenuta dei Canossa. 

Via Nazionale Sud - 1947