Indietro

Homepage

- Strada della Mancina -

 

Da via Nazionale Nord a via Molinellina.

È una strada dritta, che incontra via Molinellina esattamente di fronte al podere Raffaello, partendo da via Nazionale Nord, qui costeggiata dal canale di Benvignante, davanti al fondo Cascinetto.

Non vi sono indizi certi sull’origine del nome, l’unico dato riportato dal Catasto Carafa (1770), in cui la via è identica all’attuale, è che essa, nella seconda metà del ’700, apparteneva tutta al conte Dino Montecatini, per cui si chiamava “Stradetta Montecatini”, così come il ponte sul canale, “ponte Montecatini”; può essere che il nome contratto abbia originato un “Mancini – Mancina”, ma è poco probabile in quanto il nome in dialetto resta “Montcatìn”.

Questo Conte era proprietario di una larga striscia di terreno, lunga come tutta la strada, nel lato verso Consandolo, mentre dall’altro lato la strada era costeggiata interamente dalla proprietà del sig. marchese Frosio Carandina. Si può notare anche che le terre del marchese Carandina confinavano dall’altra parte con quelle  del conte Galeazzo Cima e del conte Pacchieni, mentre il conte Montecatini, benché possedesse anche tutte le terre all’interno dell’ansa ellittica del Sandalo, era circondato verso Consandolo dai possedimenti dei Principi Pii.

Da tutto ciò appare evidente che questa zona di Consandolo era ancora fortemente infeudata, in mano a grandi latifondisti aristocratici, che ovviamente concedevano queste terre ad usufruttuari, come Raffaele Mai, usuario del conte Pacchieni, che forse può aver dato il nome al fondo Raffaello, ma che certo era proprietario di molta terra in prossimità del Trebbo, o come Giovanni Forti, detto Alegro, che può aver dato il nome a Campo Alegro e che a sua volta affittava le terre stesse.

Mancina comunque può anche significare semplicemente “sinistra” e in questo caso l’unica parte a cui far riferimento è quella del canale di Benvignante: la strada infatti si innesta perpendicolarmente alla sua sinistra.

Sinistra e non destra, perché il canale scorre nell’alveo di un antico fiume, il Gaibana [6], il cui nome nella carta di G. B. Benetti del 1719 [20] è associato all’imperatore romano Sulpicio Galba (69 d.c.); il fiume si univa al Sandalo romano a Consandolo e l’attuale via Nazionale Nord che seguiva il suo corso era ancora chiamata Strada Romana sul Catasto Carafa.

Poteva dunque essere questa una zona di insediamento romano e questa strada lineare, ortogonale alla Villana, potrebbe essere un residuo dell’antica centuriazione [9]. Ad avvalorare questa ipotesi di antichi tracciati lineari è anche la presenza in quest’area di altre vie rettilinee e perpendicolari tutte a via Nazionale Nord, cioè alla Strada Romana; infatti, oltre alla strada della Mancina, sono evidenti altri due stradoni: uno che collegava La Villana, nel punto in cui essa quasi si incontra col Sandalo medioevale a “Pelaciòź”, alla via Nazionale Nord, davanti alla possessione Scalambra, di cui restano solo tracce, e un altro stradone, oggi scomparso, ma ancora praticabile trent’anni fa, tra Molinellina, Braglia Nuova e via Nazionale Nord, nel punto d’innesto con via G. Matteotti a Benvignante.

Occorre anche pensare che l’odierna strada curvilinea della Molinellina, in cui questi stradoni si fermano adesso, si è creata dopo l’epoca romana, in seguito forse già alla formazione del Primaro [6], quando il Sandalo perse acqua e modificò il suo percorso, compiendo dopo Ripapersico l’ampia ansa della Molinellina e, dopo aver formato una lunga semiellissi, curvava a gomito davanti alla Busca e scendeva dritto a sud all’altezza dell’attuale Idrovora di Benvignante, dove si immetteva nell’alveo del vecchio Gaibana e ne seguiva il suo corso fino a Consandolo, sfociando nel Primaro,

Parte di questi vecchi letti sono oggi sfruttati dagli odierni canali: il Benvignante segue prima il vecchio Gaibana, poi risale il Sandalo fino alla Busca, dove poi non lo segue a sinistra, ma curva a destra, pressoché parallelo alla Villana, mentre il tratto del Sandalo tra l’idrovora e Consandolo viene percorso dal Cantarana fino a Burioni, punto in cui si distacca dal Sandalo, che comunque qui termina, per risalire più a nord.