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- Via Cavo Spina -

 

Da via Nazionale Nord verso il fiume Reno

Storia del Cavo Spina

Il 30 agosto 1813, con decreto napoleonico, fu istituita la “Cassa di colmata dell’Idice e del Quaderna” con lo scopo di innalzare il piano medio di campagna nelle zone paludose di Argenta e Marmorta e permettere, a bonifica ultimata, una pendenza di scolo sufficiente al drenaggio delle acque del territorio.

Con le inalveazioni del Reno - Primaro e dei suoi affluenti appenninici, con la creazione dei vari drizzagni (Argenta e Filo), fu realizzato nei pressi di Consandolo il Cavo Spina (1824), determinando la forma definitiva, anche se instabile, dell'assetto idraulico del Reno - Primaro, il quale sarà chiamato semplicemente Reno.

Il 17 maggio 1831 fu legalmente costituito il Consorzio Idraulico Cavo Spina con sede in Molinella. Il Consorzio comprendeva un territorio di 1219 ettari cadenti nella provincia di Bologna e Ferrara e rimasto racchiuso tra l’argine destro del Po di Primaro e l’argine sinistro del fiume Reno inalveato nel drizzano Cavo Spina (un territorio a forma di mezza luna).

Ai primi del ’900, dopo quasi un secolo, i sedimenti dei fiumi Idice e Quaderna erano serviti ad ottenere l’effetto voluto solo parzialmente. Il raggiungimento del totale colmamento del territorio avrebbe richiesto un tempo eccessivamente lungo, mentre il mondo agricolo premeva per avere maggiori prospettive in questo territorio. Considerato che la maggior parte dei proprietari terrieri erano di Consandolo, l’Associazione dei proprietari dello scolo a sinistra del Cavo Spina nell’assemblea del 5 dicembre 1923, presieduta dal presidente Luigi Buscaroli, deliberò lo spostamento della sede del Consorzio da Molinella a Consandolo in via Nazionale Adriatica n. 16.

Il problema dello scolo delle acque venne risolto nel 1928 con la realizzazione di un progetto di canalizzazione interna; per la fattibilità dei lavori si è resa necessaria la collaborazione del Consorzio II Circondario che si rese disponibile a ricevere le acque di scolo.

La nuova canalizzazione consisteva nello sfruttamento di canali esistenti e lo scavo di nuovi. Il nuovo Condotto Canova Superiore costituiva il collettore principale e formava la spina dorsale del sistema partendo dal drizzano Cavo Spina fino al Po di Primaro comunicando con la Chiavica Emissaria nei pressi del borgo Piazzetta. Dalla chiavica l’acqua defluiva nel Condotto Canova Inferiore che sfociava nello scolo Cantarana ed infine nella valle del Mezzano.

La via Cavo Spina costeggia il Condotto Canova Superiore.