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- Via Francesco Costanzo Catanio -

 

(1602–03/07/1665)

 

Da via Sabbioni (chiusa).

 

Dall’angolo di via Opera Pia, che si flette ad angolo retto, quasi come prolungamento della stessa, nasce via Sabbioni, da cui, dopo pochi metri, si dipartono a sinistra via Casino e a destra via F. C. Catanio, che dà l’accesso a via G. Caletti, sebbene quest’ultima sia di più vecchia costruzione.

La via, affiancata da abitazioni costruite nella sua prima parte negli iniziali anni ’80, si estende tutta su terreno dell’Opera Pia Vandini, alle spalle di quell’edificio in angolo, che fu un convento, acquistato poi dai Manini e trasformato in granaio, quindi adibito ad abitazioni. Lo zoccolo rastremato della costruzione di diciassettesimo secolo ne allontana forse la prima edificazione, al tempo cioè in cui via Sabbioni era un probabile corso d’acqua in una zona pienamente valliva. [1]

Gli affreschi del primo piano erano ancora ben visibili, tra i sacchi di grano, negli anni ’60 del secolo scorso, così come la rastrematura dello zoccolo, di cui resta testimonianza nella mappa del Catasto Gregoriano (1835). [3]

La via è dedicata a Francesco Costanzo Catanio, che fu allievo prima dello Scarsellino poi del Reni a Bologna (1625-27), ma il suo vero maestro, dopo il ritorno a Ferrara nel 1627, fu Carlo Bononi dal quale derivò, in primo luogo, la componente caravaggesca che impronta di rude realismo la sua pittura a forti contrasti chiaroscurali. Alcune fonti lo descrivono un personaggio dall’irrequieta vitalità, dedito al maneggio delle armi e spesso al seguito di potenti più da spadaccino che da pittore, e ipotizzano diversi suoi viaggi avventurosi a Roma, a Napoli,  in Sicilia e a Malta.

Nonostante i suoi vagabondaggi, Catanio riuscì ad affermarsi a Ferrara come pittore di primo piano e vi aprì una accademia di pittura.

Tra le sue opere principali ricordiamo due quadroni della chiesa di San Giorgio (Flagellazione e Coronazione di spine, anteriori al 1636), il Martirio di San Matteo (che dipinse per la Chiesa di Santo Spirito), il S. Antonio con Gesù Bambino e un angelo (nella chiesa di S. Maurelio dei Cappuccini) e l’Orazione nell’Orto per il coro della chiesa di San Benedetto. [28]