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- Via Casino -

 

Da via Sabbioni a via Gresolo.

Come in molti casi, la via si denomina dal podere “Il Casino”, che sembra indicare la primitiva funzione della possessione: quella cioè di una signorile residenza di campagna, che, oltre a servire per la villeggiatura e la caccia, svolgeva tutte le attività rurali connesse.

Il possedimento infatti è antico, di sicuro appartenuto ai Vandini nel XVII secolo, se nel Settecento faceva parte dell’Opera Pia dell’Eredità Vandini [1], e acquistato in seguito dai Manini, che tra ’800 e ’900 hanno abbattuto la casa e il fienile, precedentemente separati dalla strada, per portare tutte le costruzioni su un unico lato, lo stesso in cui si trovano ora.

La casa dunque originariamente era a fianco del macero, la cui posizione, unitamente al nome che ancora conserva, potrebbe confermare le origini piuttosto antiche del casale, o quanto meno rinascimentali.

Il macero sembra infatti essere stato più collegato alla casa che ai campi ed è conosciuto da tutti come la “pschièra”, cioè “peschiera” e ciò indica che la vasca doveva costituire la classica peschiera, che tipicamente corollava le dimore di campagna dell’epoca.

In seguito fu certamente utilizzato per la macerazione della canapa, infatti è provvisto di “gùč” (aghi), cioè di pali conficcati sul fondo e forniti verso l’alto di una sorta di grossa cruna, in cui passare i lacci che assicuravano l’immersione dei fasci di canapa.

Tra i rari maceri rimasti dei tanti che costellavano la nostra zona, pochissimi e solo i più antichi conservano ancora i pali di legno, perché questo sistema di affondamento della canapa fu sostituito, soprattutto tra ‘800 e ‘900, dai sassi, che fungevano da peso per l’immersione e che dovevano essere acquistati altrove, essendone priva la pianura ferrarese.