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- Via Canapa -

 

Da via Nazionale Sud. (chiusa)

È la via prossima al borgo Scabbia e dà accesso alle case che si situano tra via Nazionale Sud e il vecchio argine del Po di Primaro, in un’area già fortemente particellata a fine ’700, quando si contavano qui, tra via Lungo Reno e via del Bosco, undici diverse proprietà. [1]

È dedicata alla canapa, perché non si dimentichi la coltivazione di questa pianta, divenuta simbolo delle fatiche del lavoro agricolo.

La coltura della canapa, già punto di forza dell’economia estense, era molto diffusa e fondamentale nel ferrarese, tanto che Tommaso Baruffaldi in “L’agricoltore ferrarese” n. 2 del 30 aprile 1878 scriveva: ”Fra i possidenti delle nostre campagne è facile notare.....la smania di investire a canapa la maggior estensione possibile dei loro fondi”. La canapa fu dunque largamente coltivata, fino alla seconda guerra mondiale; poi nei campi risanati dalla distruzione non fu più seminata. [11]

A Consandolo fu fondamentale e molti termini della sua lavorazione sono entrati nel gergo dialettale, anche se ormai se ne è dimenticato il primitivo significato. Così ad esempio “più fadìga che sbàtar la cànva” è un’allusione all’operazione della sbattitura a terra dei lunghi fusti di canapa perché se ne staccassero le foglie, ormai secche, dopo che le piante recise erano state lasciate a terra ad asciugare; bisognava sbattere nelle ore più calde perché la rugiada non inumidisse le foglie; la polvere e l’afa di agosto rendevano molto grave tale operazione.

Anche l’espressione “ac buraźìna”, a significare una qualsiasi operazione che richieda una trafila lunga e difficoltosa, è riferita alla canapa, precisamente alla trama aspra della “buraźìna”, il tessuto ottenuto intrecciando fili di sola canapa di seconda scelta, poco fine e piena di nodosità.

Tessere in casa era necessario e usuale; il ritmico suono dei colpi della cassa del pettine cadenzati sul telaio ha scandito per secoli il tempo dei lunghi inverni nelle case di Consandolo, fino ai primi anni ’50, poi il telaio ha taciuto per sempre. [11]