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- Via Burioni -

 

Da via Trebbo (chiusa).

Ora la strada è chiusa, ma un tempo, dal medioevo fino almeno a metà dell’ottocento era la via Pubblica che, partendo dal Trebbo, attraversava il Sandalo, all’altezza della ca’ Pradine, tramite un ponte, che sul Gregoriano è segnato come “baratro Giuba”, toccava il borgo Fienile e arrivava alla Piazzetta, cioè alla piazza medievale, con la sua chiesa di San Giovanni (Sàn Zàgn).

I Consandolesi hanno sempre chiamato col nome di “Buriùn” tre o quattro specchi d’acqua, localizzati a fianco del cimitero, considerati pericolosi, insolitamente profondi e non scavati dall’uomo; sono esistiti fino al 2003, anno in cui si è tombato il tratto del Sandalo che passava sotto il ponte del Trebbo, arrivando a colmare le cavità dei Burioni, anche se macchie di alte, irriducibili erbe palustri ne svelano ancora la passata esistenza.

Etimologicamente Burioni è collegato a Buriana, una corrente cioè o vento impetuoso proveniente da settentrione (Borea), che crea turbini e vortici; è chiaro quindi che qui dovevano essersi scontrate correnti d’acqua di tal potenza da generare gorghi vorticosi e da scavare tanto in profondità, che secoli di sedimenti non sono bastati a riempire il vuoto; solo lo scontro di due fiumi può originare una forza così dirompente. [6]

Una situazione simile in questo luogo può essere spiegata solo dall’evoluzione del Sandalo, che subì la prima importante diminuzione di portata fin dalla nascita del Po di Primaro nell’VIII secolo, che sembra aver ridotto l’estensione della foce, restringendola tra Piazzetta e attuale borgo Paglia, e lasciato emergere un’isola di terra fra l’odierna via Provinciale, la Mensa e il cimitero, così da costringere un po’ più a nord il corso del fiume nella sua parte sinistra.

In seguito l’aumento dei sedimenti colmò la parte centrale dell’alveo, lasciando due rami laterali, nel punto della cui biforcazione sorse, secondo il Malagù, Ripapersico, poiché quello a sinistra si chiamava Persico, mentre quello a destra manteneva il nome Sandalo, perché era l’originale corso proveniente da Voghiera – Portorotta, che, dipartendosi appunto da Ripapersico, si era spostato più a ovest, creando l’ampia ansa della Molinellina. Entrambi i rami laterali arrivavano però sempre alla stessa foce precedente, anche se ormai ristretta, incontrandosi prima di buttarsi nel già formato Primaro.

Osservando l’andamento dei due corsi, si vede chiaramente che i flussi, tra loro ortogonali, si univano esattamente in località Burioni, dove si presuppone la massima velocità delle correnti; proprio l’accavallarsi delle acque delle due correnti potrebbe aver generato un vortice che, scavando il fondale del fiume, avrebbe provocato la formazione della voragine.

Ancora adesso si possono vedere i corsi dei due rami, perché da Benvignante alla via Provinciale, i tratti dei loro letti, uniti proprio in località Burioni, sono occupati dal canale Cantarana.

In questo luogo è situata la casa detta “Il Pradìn”, particolare edificio secolare, costruito proprio nel letto del Sandalo medievale, trasversalmente al suo corso, con tre arcate, che hanno suggerito ad alcuni l’idea che potesse essere stata una primitiva idrovora di un Sandalo ormai in estinzione, ma che continuava a ricevere qui le acque del ramo di sinistra. Il nome della casa però non è legato all’acqua, bensì alla terra, sia che risalga a prato, sia che derivi da Braidina, piccola braglia, oltretutto stranamente al plurale.