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- Via Giacomo Brodolini -

 

( 09/07/1920 – 11/07/1969 )

 

Da viale Rimembranze (chiusa).

 

Dietro il cortile delle vecchie Scuole Elementari, in Piazza Pertini, la via conduce, dal viale Rimembranze, ad alcune abitazioni sorte nel secondo dopoguerra nel terreno retrostante la chiesa, in cui precedentemente era stato approntato il primo campo di calcio di Consandolo.

È dedicata al sindacalista e uomo politico Giacomo Brodolini, che nacque a Recanati il 19 luglio 1920. Studiò a Bologna nel '38-'39, dove conseguì la maturità. Allo scoppio della guerra fu chiamato alle armi, e partecipò come ufficiale di complemento alle campagne di Albania e Grecia. Rimpatriato, venne inviato in Sardegna, dove rimase fino all'armistizio dell'8 settembre 1943.

Qui si compì la sua formazione politica, che lo vide entrare nelle file del Partito d'Azione, al quale aderì nel 1946 su impulso delle amicizie strette nella cerchia dei militanti antifascisti, prima tra tutte quella di Emilio Lussu. Sempre nel '46 si laureò in lettere a Bologna su Gustavo Modena, singolare figura di patriota-attore. In breve tempo Brodolini divenne uno dei più prestigiosi dirigenti del Partito d'Azione nelle Marche.

Dopo lo scioglimento del partito, avvenuto nel 1947, preferì rimanere fedele all'ala socialista (maggioritaria) e si schierò quindi a fianco del Partito Socialista Italiano, insieme alla componente di Riccardo Lombardi ed Emilio Lussu. Il suo intenso impegno politico lo portò un anno dopo alla carica di Segretario Provinciale dei socialisti ad Ancona e alla fine del 1950 lo condusse a Roma, dove fu eletto segretario nazionale della Federazione lavoratori Edili della CGIL.

Alla guida della Fillea rimase fino al 1955, quando fu nominato vice segretario della CGIL (con Di Vittorio segretario generale). Nel 1960 Brodolini decise di passare all'attività di partito, fu quindi eletto vicesegretario del PSI nel 1963, carica che mantenne fino al 1966. Nel 1968, all'unificazione di PSI e PSDI, Brodolini divenne vicesegretario di questa aggregazione, sino all’incarico di Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale nel secondo governo di Mariano Rumor (1968-1969). Da Ministro, introdusse fondamentali riforme nel mondo del lavoro: il superamento delle gabbie salariali, la ristrutturazione del sistema previdenziale e l'elaborazione dello Statuto dei lavoratori sono solo alcune delle iniziative di cui fu promotore.

Alla morte di Brodolini, avvenuta a seguito di un tumore l'11 luglio 1969, il Presidente della Repubblica gli conferì la Medaglia d'Oro al Valor Civile con la seguente motivazione: “Esempio altissimo di tenace impegno politico, dedicava, con instancabile ed appassionata opera, ogni sua energia al conseguimento di una più alta giustizia sociale, dando prima come sindacalista, successivamente come parlamentare e, infine, come Ministro per il lavoro e la previdenza sociale, notevolissimo apporto alla soluzione di gravi e complessi problemi interessanti il mondo del lavoro”. [25]