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- Via Del Bosco -

 

Da via Nazionale Sud verso il Reno. (Privata)

La via, quasi di fronte al Passo del Sale, si inerpica sull’argine sinistro del Po di Primaro, esattamente nel punto dove sorgeva la dogana, scende nell’alveo abbandonato e si inoltra verso l’attuale fiume Reno, attraverso fondi che si chiamano pressappoco tutti “Bosco”, distinti dal cognome dei proprietari, sia precedenti che attuali, o da aggettivi, quali “vecchio”, “nuovo” e “basso”.

Il nome esprime la realtà paesaggistica del territorio che si estendeva a destra del Primaro, che per secoli si è chiamato “Padusa”, una palude formatasi dalle esondazioni del Po, in cui si alternavano fitte zone boschive ad aree acquitrinose e vallive.

Tale situazione, ancora ben presente a Campotto, è stata ed è tuttora ovviata da continue bonifiche, che, soprattutto alla fine degli anni ’20 del secolo scorso, hanno interessato a Consandolo le terre fra Primaro e nuovo Reno, creando nuovo terreno coltivabile e lasciando del bosco solo il nome.

Nella distesa di questa terra è sopravvissuto fino a  circa metà Novecento un residuo dell’antico feudo dei Marchesi di Canossa, conosciuto a Consandolo come la “Tgnùda”, la tenuta del conte Zucchini Bonora Bonifacio Piraino duca Denti, marchese di Canossa, terra che diventò poi di Rossi e di Corelli [11].

Alcuni dei fondi della tenuta portano ancora nei nomi il ricordo degli antichi proprietari e in un casale ancora si può vedere lo stemma di Canossa, col cane molosso che serra l’osso fra i denti: così si spiegano la possessione Canossa e i fondi Bonora e Denti Piraino. Altri nomi invece ricordano la forma del fondo o della casa, come la Casina Rotonda, il Casetto e la Campanina; alcuni esprimono la primitiva funzione del casale, quale l’Essiccatoio, usato per l’essiccazione del tabacco, o la Fornace, una delle tante della zona, utilizzata per la cottura dei laterizi.

Infine, se il fondo Santa Costanza può suscitare dubbi sul fatto che potesse essere una semplice dedica o un passato beneficio territoriale di qualche comunità religiosa o ancora un residuo di un precedente edificio sacro, di certo i nomi dei fondi Bosco e Boschetto riportano alla nota realtà territoriale della zona.

Fondo

Bosco