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- Via Rosa Bardelli -

 

( 01/09/1893 – 04/06/1956 )

 

Da via Provinciale (chiusa).

 

È la via principale d’ingresso alla zona artigianale, sorta negli anni ’80 a lato della via Provinciale e in prossimità del canale Cantarana, su un’area di proprietà della famiglia Manini, almeno fin dal ’700, come attesta il catasto Carafa (1770).

I Manini erano all’epoca anche usuari della Confraternita S. Croce, con la cui possessione, ancora chiamata Santa Croce, confina la zona artigianale.

Il nome della via vuole essere un tributo alla consandolese cantante Rosa Bardelli, nome d’arte di Cleonice Bardelli; nata a Consandolo l’1 settembre 1893, si trasferì a Ferrara in giovanissima età con residenza in via Garibaldi.

Appassionata del canto nel quale amava esibirsi per conto proprio, a orecchio, seppe farsi notare da Giulio Hirsch, titolare del setificio di via Crocebianca (oggi Alighieri) dove lavorava. Hirsch la portò dal padre di Gino Neri, lui pure musicista, che ne consigliò l’avvio allo studio. A Bologna seguì i corsi presso la Waldmann assieme a Toti Dal Monte.

Ascoltandola i maestri compresero che era chiaramente un bell’esempio di soprano lirico. Nel 1915 ebbe la prima chiamata: doveva cantare a Malta, ma fortunatamente rifiutò. La nave che doveva trasportarla affondò.

Causa la guerra potè debuttare solo il 12 gennaio 1918 a Siracusa con “Traviata”, opera che doveva restare nel suo repertorio assieme a "Boheme", "Butterfly”, "Otello", "Le Villi", "Don Pasquale", “Faust", "Mefistofele", "Dejanice”, "Lohengrin", opera che le era particolarmente con­geniale assieme a "I quattro rusteghi", che interpretò più di cento volte e fu riconosciuta, unanimamente, dalla stampa, quale protagonista difficil­mente eguagliabile in questo ruolo.

La cantante ferrarese, nel corso della sua carriera, ebbe modo di sfoggiare disinvoltura anche in "Rigoletto", "Iris", "Guglielmo Tell", "Pagliacci", "Carmen", "Fra Diavolo", "Falstaff", "Manon Lescaut" e "Gianni Schicchi". In concerto portò spesso anche romanze dalla "Turandot", "Amico Fritz" e "Manon" di Massenet.

La Bardelli non ebbe mai occasione di cantare alla Scala, con cui ebbe comunque contratti e per i quali fu addirittura pagata.

L'anno del suo "boom" artistico fu il 1922, quando fu all’Arena di Verona, con "Pagliacci" ,  a Brescia, con "Butter­fly", a Venezia con "Faust", a Ferrara, con "Rigoletto" per sostituire Toti dal Monte, quindi al Dal Verme a Milano.

    Cleonice (Rosa) Bardelli