Indietro

Homepage

- Ugo Bottoni -

 

UN "ORIUNDO" CONSANDOLESE

Nella metà del 1800 i fratelli Pietro, Vincenzo, Luigi e Giovanni Bottoni risiedevano a Consandolo nel fondo Bosco, quasi confinante con le scuderie dei conti Costabili del Trombone. Forse per questo erano tutti appassionati di ippica.

Pietro e Vincenzo rimasero stabilmente a Consandolo ed i loro discendenti li ritroviamo ancora oggi consandolesi, mentre all'inizio del '900 si trasferirono Luigi a  San Egidio e Giovanni con il figlio Luigi detto "Gibin" a Ferrara.

Quest'ultimo ebbe un figlio, Ugo, nato a Ferrara il 16/2/1908. Fu lui a realizzare quella che era la passione di famiglia per l'ippica.

Dì statura leggermente inferiore alla media, rotondetto, ma muscoloso, Ugo Bottoni era nato per fare il fantino e per diventare per molti anni il simbolo del trotto nazionale.

Iniziò la sua brillante carriera il 18/2/1926.

Dal Corriere dello Sport del 18/2/1976 che gli dedicò in quel giorno un'intera pagina per festeggiarne la duplice ricorrenza: compleanno e nozze d’oro con l’ippica, trascrivo:

"Ben pochi guidatori in Europa possono vantare una carriera come quella di Ugo Bottoni, in Italia nessuno. In mezzo secolo di professione ha vinto 4765 corse, guidando non meno di 20000 cavalli.

Ha stabilito due primati assoluti conquistando 12 scudetti (fruste d'oro) ed il record di vittorie in un armo (nel 1960 con 262 successi e 358 piazzamenti). Ecco la successione delle sue 12 fruste d'oro: 122 vittorie nel 1941, 90 nel 1944, 200 nel 1947, 151 nel 1948, 136 nel 1949, 183 nel 1950, 184 nel 1952, 181 nel 1954, 262 nel 1960, 199 nel 1961, 178 nel 1962, 230 nel 1963.

Nei grandi premi ricordiamo fra i più importanti: 3 gran premi lotteria, 4 derby, 2 gran premi Roma, 2 gran premi d'Europa, un gran premio d'Italia, un gran premio delle nazioni e molti altri in Italia e all'estero. Di fronte ad un simile personaggio non si può fare a meno di sentirsi piccoli piccoli. Qualsiasi omaggio è doveroso nei riguardi di un uomo al quale l'ippica nazionale deve

tanto."

Per le sue eccezionali capacità di conduttore nel suo ambiente era detto l'ammiraglio. Nonostante il successo fu uomo di grande modestia tanto che il famoso giornalista sportivo Bruno Roghi scrisse di lui che era "primatista" anche in questa rara dote morale. Negli anni '80 la sua popolarità era ancora così vasta che la sua morte fu annunciata dai telegiornali.

Attualmente gareggia ancora nel trotto il figlio Carlo.

Filmati

A Hit Song il premio Viminale del trotto

Agnano. La corsa dei milioni

Bayard trionfa nella corsa dei milioni

Lo sport

Trotto. Bayard vince il premio di Firenze

 

Carlo Bottoni

 

Si racconta che Ugo Bottoni, il leggendario "Ammiraglio", il papà di Carlo, prendesse posto sulla collina sovrastante il vecchio ippodromo "Villa Glori" quando non correva. Per osservare, da tale postazione privilegiata, quelli che prima o poi sarebbero stati i suoi avversari in pista. Studiarli, apprenderne pregi e punti deboli, in modo da poterli poi affrontare nel migliore dei modi in corsa. Carlo Bottoni, fine tattico, ha certamente ereditato dal padre questa lungimiranza. Le sue interpretazioni, infatti, uniche per capacità intuitiva, sono caratterizzate proprio dalla assoluta consapevolezza della situazion in cui si trova e dalla coscienza di quello che gli avversari possono fare, e stanno per mettere in atto. Si può quindi dire che Carlo Bottoni, grazie al proprio intuito e alla perfetta conoscenza delle caratteristiche tecniche dei cavalli antagonisti, sia sempre un passo avanti, essendo in grado di prevedere lo svolgimento della corsa e di mettere  in atto con un prezioso attimo di anticipo le mosse che immediatamente dopo risultano giuste e vincenti. Il suo schema di corsa prediletto prevede avvio veloce, per porsi possibilmente  in scia al battistrada, temporeggiamento, breve e secco spunto conclusivo, da operare, creando un po' di suspens, nelle ultimissime battute di gara, quando, proprio a causa di questa prolungata attesa, può sembrare che il cavallo da lui guidato non abbia energie per lo sprint conclusivo