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- Ing. Manillo Zerbinati -

 

Un Consandolese di adozione.

L’ingegnere Manillo Zerbinati, nato a Ferrara il 17 Novembre 1888, si trasferì a Consandolo all’età di appena due anni con il padre Aristide, impiegato nei “Dazi comunali”, e la madre Adriana. Per oltre vent’anni abitò la casa d’angolo fra la Statale 16 e la via Opera Pia, dove successivamente si stabilì la famiglia Toschi. Frequentò le scuole elementari a Consandolo, mantenendo nel tempo un rapporto d’amicizia con alcuni coetanei e di affettuosa riconoscenza verso le sue ex insegnanti. Entusiasta delle novità tecnologiche del suo tempo, si dedicò presto agli studi tecnici, diplomandosi nel 1906 all’Aldini di Bologna tra i primi periti elettrotecnici del tempo. Durante la grande guerra, Ufficiale del Genio, divenne pilota da caccia, uno dei primi di quell’Aeronautica che si stava costituendo. Svolse così il servizio militare principalmente in Francia dove nel 1920 presso l’Università di Grenoble si laureò in Ingegneria Elettrotecnica. Lo appassionò l’aviazione ed a tale mondo è legato il suo nome. Fu il primo presidente dei piloti militari in congedo, poi ricoprì la massima carica all’Aeroclub di Milano. Per tutti gli anni 30 fu vicepresidente dell’Aeroclub d’Italia. Nello stesso tempo ebbe l’incarico di “Esperto Italiano” a Parigi presso la “Federazione Internazionale di Navigazione Aerea”. Nel secondo dopoguerra fu tra i rifondatori dell’Aeroclub d’Italia, che presiedette fino al 1964.

Fu a Ferrara nel 1952 alla riapertura postbellica dell’Aeroporto, pilotando personalmente l’aereo inaugurale. Negli anni 20 fondò a Milano un’azienda meccanica e ferroviaria, la “Zerbinati spa”, ancora attiva alla sua morte avvenuta a Roma nel Marzo 1986, all’età di 98 anni. È sepolto nella tomba di famiglia nella Certosa di Ferrara. “Il resto del Carlino” lo definì un “Vip dell’Aeronautica Italiana”.       A. F.