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- Prefazione -

Questo percorso storico-documentale propone una ricostruzione di alcune tra le principali attività che hanno contrassegnato la dimensione lavorativa, economica e sociale del nostro paese, determinandone l’identità.

Questa mostra è, giocoforza, incompleta: sia per lo spazio a nostra disposizione, sia perché tante sono le realtà ancora da indagare e sulle quali raccogliere documenti e testimonianze. Basti pensare alle attività artigianali e commerciali, agricole e industriali che qui non hanno potuto ancora trovare lo spazio che meritano… questo perché, naturalmente, i nostri studi in questo settore sono ancora in corso.

Pertanto, questa mostra sarà integrata - ci auguriamo già dall’anno prossimo - dalla trattazione di altre realtà produttive di Consandolo, passate e presenti, circa le quali stiamo ricercando la documentazione necessaria.

L’importanza di questa iniziativa risiede proprio nella volontà di non disperdere la memoria storica sugli avvenimenti, sulle usanze, sulle abitudini che hanno segnato la vita del nostro paese e che hanno contribuito a dargli l’identità e la fisionomia del tempo presente.

Il testo a seguire costituisce il catalogo dei pannelli illustrativi della mostra “Lavoro e sviluppo nel territorio di Consandolo tra passato e presente” tenutasi a Consandolo, in occasione della fiera di San Zenone, il 27-28 e 29 settembre 2008.

L’impaginazione risulta disomogenea, in quanto ogni facciata è riproduzione fedele dell’apparato in esposizione.

Per la pronuncia delle parole dialettali, si sono adottati i seguenti artifici grafici per ogni lemma posto tra parentesi o scritto in corsivo:

-         Tutti i vocaboli dialettali sono accentati.

-         L’accento è sempre grave sulle vocali à, ì, ù, in quanto di suono aperto.

-         È grave su è ed ò solo quando indica pronuncia aperta ( /ε/, /∂/ ), come in bèlla e fòrza.  

-         L’accento acuto sopra la ś a la ź, indica il suono sordo ( /s/, /ts/ ), come in sera e zitto; l’assenza di accento indica i suoni sonori ( /z/, /dz/ ), come in caso e zona.

-         Per l’affinità tra il suono duro e il suono sordo, privo di vibrazioni, l’accento acuto posto sopra la ć e la ģ indica il suono velare, gutturale (k), come in cane e gatto; l’accento breve in č e ğ indica il suono dolce palatale (k), come in cena e gelo.

-         La trascrizione fonematica è ripresa dai simboli dell’alfabeto dell’Associazione Fonetica Internazionale.