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- Lavoro e sviluppo -

Valli di Argenta e Marmorta

Pianta (1751)

 

La pianta risale al 21 marzo 1751; essa mostra lo stato delle terre emerse, degli specchi d’acqua, dei fiumi e dei torrenti che in quel periodo concorrevano a formare l’ambiente paludoso e insalubre che si estendeva oltre il Po di Primaro.

Si notano ampi spazi boschivi e prativi circondati dalle acque provenienti dall’Idice e dal Sillaro e dal Po di Primaro che nella carta segna il confine nord dove sono riportati i nomi dei paesi confinanti, da Traghetto fino a San Biagio.

Di fronte a Consandolo è ben evidente la Fossa di Consandolo disegnata anche in altre carte dell’epoca. Probabilmente il risultato dell’erosione del Sandalo che in epoca remota fu l’unico ramo del Po che, partendo da Codrea, aveva la sua foce nell’antica Padusa.

Le terre emerse nella carta sono etichettate come Boschive, Prative e Arenili; diversi atti notarili di compravendita o di affitto dimostrano che queste terre, anche se paludose, avevano una proprietà privata ed erano sfruttate economicamente almeno per un certo periodo dell’anno.

Le coltivazioni erano verosimilmente a rischio in quanto soggette a possibili inondazioni, dovute sia alla presenza delle foci di alcuni fiumi appenninici che scaricavano direttamente nella valle, sia al Po di Primaro che aveva l’argine destro più basso rispetto al sinistro servendo come valvola di sfogo in caso di piene.

Pianta delle valli di Argenta e Marmorta (1751)       [mappa Pdf ]

 
Schizzo della valle di Marmorta del perito ferrarese Ugo Ughi alla fine del ‘700    [mappa Pdf ]

 

(Archivio Arcivescovile di Ravenna)     Nella carta è segnata anche la fossa di Consandolo.