Indietro

Homepage

- Lavoro e sviluppo -

Valli di Argenta e Marmorta

Origine

 

L’origine delle Valli di Marmorta, Campotto e Valle Santa e delle aree umide ad esse adiacenti risale molto indietro nel tempo e più precisamente verso la metà del dodicesimo secolo, quando un evento modificò totalmente lo stato delle cose. Fra il 1150 e il 1200 circa si verificarono due rotte del Po in località Ficarolo; mentre la prima fu ripresa, la seconda deviò decisamente il corso del Po verso nord lungo la strada più breve per il mare e creò quello che è l’attuale Po, il Po Grande o Po delle Venezie.

Da quel momento il nostro fiume più importante ridusse moltissimo la sua portata negli alvei in cui precedentemente scorreva; il Volano, ma soprattutto il Po di Primaro e il Sandalo, non più alimentati come prima e con acque molto torbide, cominciarono ad interrarsi. L’interrimento dei vecchi rami del Po portò in breve tempo ad un incontrollato divagare delle acque con estesi impaludamenti che si protrassero fino al XIV° secolo per il Sandalo e fino agli inizi del 1900 per il Po di Primaro.

Settecento anni di spaventoso disordine idraulico crearono una situazione gravissima nella bassa pianura bolognese e ferrarese, dato che in essa convergevano tutti gli affluenti di destra del fiume Reno che solcano la nostra Provincia e cioè il Savena, l’Idice, il Sillaro, per citare alcuni dei più importanti. Tale desolazione e impaludamento coniò il nome di Valle di Marmorta all’area di fronte a Consandolo oltre il Po di Primaro

Questo lungo periodo è caratterizzato dalla espansione delle paludi, quelle stesse paludi che precedentemente al 1150 stavano restringendosi e colmandosi. E i terreni paludosi si spinsero fino alle porte di Bologna.

Mappa disegnata da  Giovan Battista Aleotti (1599)   [mappa (Pdf) ]

copiata da Padre Xime 
Parte dello Stato di Ferrara
(Biblioteca Classense Ravenna)
Mappa copiata dall’originale di Giovan Battista Aleotti tratta da un libro dell'Aleotti stesso che si intitolava "Difesa per riparare alla sommersione del Polesine e alla rovina dello Stato di Ferrara proposta dal Padre Ximenes. G: Battista Aleotti  argentano 1599 "