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- Lavoro e sviluppo

Il lavoro delle mondine

 

 

La mondina, o mondariso (dal verbo "mondare", pulire) era una lavoratrice stagionale delle risaie.

 Il lavoro delle mondine, molto diffuso soprattutto tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo, consisteva nello stare piegate per intere giornate con i piedi e le mani immerse nell'acqua a togliere le erbacce infestanti che crescevano nelle risaie e che disturbavano la crescita delle piantine di riso.

 Si trattava di un lavoro faticoso, effettuato da donne di bassa estrazione sociale, provenienti in genere dall'Emilia-Romagna, dal Veneto e dalla Lombardia, per prestare la propria opera nelle risaie di Vercelli e Novara.

 Il lavoro della monda si svolgeva costantemente con l'acqua fino alle ginocchia, a piedi scalzi e con la schiena curva.

 L'abbigliamento delle mondine consisteva in:

 

- calze di filanca e fazzoletto tirato sul viso, a protezione contro i numerosi insetti

- cappello a larghe tese per ripararsi dal sole

- calzoncini o mutandoni

  

Le condizioni di lavoro erano pessime: l'orario andava ben oltre le 8 ore giornaliere, e la paga delle donne era molto inferiore a quella degli uomini; ciò fece crescere il malcontento nei primi anni del '900, che sfociò in agitazioni e in tumulti nel 1906.

 Questo lavoro ha sempre esercitato un certo fascino sull'immaginario popolare, ed ha ispirato dapprima canti popolari e in seguito anche opere letterarie e cinematografiche (come il famoso film Riso amaro)

Le mondine di Consandolo

Queste foto, gentilmente fornite dalla Sig.ra Silvana Benetti, risalgono all’anno 1953, quando alcune consandolesi si recarono a Vercelli per prestare il proprio lavoro nelle risaie.

 

 

Sig.ra Silvana Benetti

 

 

 Foto di gruppo