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- La guerra -

Racconto su un fatto personale

 

di Aimone Fornasini e Beppino Veri

 

 

di Aimone Fornasini

Mi trovavo dentro la tabaccheria “Capozzi”. Un soldato tedesco entrò e mi chiese il “papier”, cioè il documento d’identità. Gli risposi che non l’avevo perché ero ancora tredicenne; non mi credette, io allora avevo la corporatura come poi a 20 anni. Mi disse che in Germania i giovani della mia età già militavano nella “Hitler Jungen” cioè la gioventù Hitleriana, perciò dovevo seguirlo per accompagnare le mucche al Po. In quei giorni i Tedeschi razziavano il bestiame dalle stalle e costringevano gruppi di civili a condurlo al Po a piedi con la scorta di alcuni militari. Questa operazione era particolarmente pericolosa poiché si svolgeva su strade sottoposte a continui mitragliamenti… mi sentii freddo alla schiena. In quel momento entrò Erminio Bottoni che ben mi conosceva e conosceva pure il soldato tedesco al quale confermò la mia giovane età. Mentre impegnava il militare nella discussione, questi venne a voltarmi le spalle, così Bottoni mi fece un rapido cenno di svignarmela. Scattai fuori dalla tabaccheria ed entrai nel negozio accanto, uscendone subito dal retro e di corsa sull’altra via raggiunsi l’argine e la lontana casa dov’ero sfollato.

Avevo evitato così un vero pericolo. Fino all’arrivo degli Inglesi, un mese dopo, non tornai più in paese. Non ebbi più l’occasione di ringraziare Erminio poiché pochi giorni dopo morì lungo la via Gresolo nel bombardamento del 14 aprile.    

di Beppino Veri

Io e mia sorella Vanna eravamo sfollati nella casa cantoniera dove si erano stabiliti anche alcuni soldati tedeschi e un ufficiale. Quest’ultimo spesso chiedeva a me e a mia sorella di cantare. Mia sorella cantava molto bene, lei aveva 11 anni e io ne avevo 15. Cantavamo insieme “Mamma” e “Stella d’argento” e questo ufficiale, ascoltandoci, si sedeva e, forse pensando alla famiglia che aveva lasciato in Germania, piangeva come un bambino, una cosa commovente.

A quei tempi talvolta capitava che un soldato tedesco andando a casa in licenza non trovasse più vivo nessuno dei suoi familiari e tornando in Italia, sopraffatto dal dolore, si suicidasse. Infatti spesso non trovavano più né la casa né la loro famiglia. Psicologicamente gran parte dei soldati tedeschi erano provati; erano più coriacei gli ufficiali tedeschi delle SS, che erano duri e avevano una disciplina ferrea.