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- La guerra -

“Pippo”

 

Testimonianze anonime  -  Scheda tecnica

 

Dopo cena ci appostavamo al buio ad aspettare “Pippo”, il ricognitore che immancabilmente attraversava il cielo notturno col suo inconfondibile rumore, ancora oggi vivo nel ricordo.

L’ansia e il terrore si scatenavano appena si avvertivano i primi segnali che preannunciavano il bombardamento: gli allarmi, i bengala che illuminavano a giorno la notte, il rumore di “Pippo” (l’aereo ricognitore alleato che volava da solo nel cielo e scaricava bombe quando avvistava obbiettivi potenziali).

Provate a chiedere ai vostri amici più anziani se si ricordano di Pippo! Quell’aereo di cui, nel nord Italia, sul finire dell’ultima guerra, ogni notte si sentiva il rombo. Nella stragrande maggioranza dei casi la risposta sarà affermativa. Vi diranno che era un semplice ricognitore, ma altri saranno pronti a giurare che fosse un bombardiere. Tedesco? Alleato? Anche qui le opinioni si suddivideranno equamente.

“Spegni la luce che passa Pippo” era però una frase ripetuta da tutti, allora. E a nulla sono valse le smentite delle due parti in guerra; né le ricostruzioni di autorevoli storici e giornalisti: Pippo passava, puntualmente, ogni notte. Del resto una leggenda per essere tale deve resistere ad ogni spiegazione, ad ogni tentativo di smentita. Nonostante non sia mai, o quasi mai, rintracciabile la sua origine, né il suo vero protagonista.

Nasce il mito di “Pippo”, così radicato che la propaganda fascista ritiene necessario intervenire per decretarne la morte: “Campane a morto per Pippo! La fine del molestatore volante”.

 

Scheda tecnica di Gianfranco Chiarini

 

Pippo era il nome con cui fu chiamato, nelle fasi finali della seconda guerra mondiale, un aereo da bombardamento che faceva incursioni notturne e solitarie sulle città del nord Italia.

Pippo, a differenza degli altri grossi bombardieri che bombardavano ad alta quota, colpiva in modo corsaro, arrivando in volo radente, per evitare la contraerea, sganciava il suo carico e spariva nel buio della notte. Le incursioni di Pippo sono riportate in diverse località del Nord-Italia, in particolare varie testimonianze sono riportate dal Veneto alla Toscana, facendo supporre che in realtà vi fosse più di un aereo. Infatti una rivista specializzata (“Aerei nella storia”) riporta l’utilizzo di ben cinque tipi di aereo per queste missioni:

Il Northrop p-61 Black Widow, il Douglas A-26 Invader, il Douglas A-20 Boston, il Martin Baltimore ed il De Havilland Mosquito.

Indubitabilmente Pippo fu soprattutto un’arma psicologica nei confronti della popolazione; in contrapposizione alla teoria del bombardamento strategico valida soprattutto nei confronti dei grandi agglomerati urbani, questo tipo di minaccia, con apparenza casuale, poteva colpire anche i piccoli centri abitati che si sentivano al sicuro dai bombardamenti massicci.

Nei confronti di Pippo sono nate varie leggende urbane. Oltre a quella citata che si trattasse di un velivolo alleato. Verso la fine della guerra si era diffusa anche la voce che potesse trattarsi di un aereo delle forze dell’Asse che, utilizzando armamento ridotto e spaventando i civili, volesse instillare nella popolazione l’odio per le forze alleate.