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- La guerra -

“La battaglia di Argenta, 16-21 Aprile 1945”

 

da un resoconto militare inglese

 

Il 15 Aprile nell’area a nord del fiume Reno, la 167° e la 169° brigata dell8° Armata continuarono a spingersi oltre Bastia nella “Stretta di Argenta”.

Nel pomeriggio la 11° Brigata della 78° divisione britannica oltrepassò la 167° brigata e giunse ad un miglio e mezzo a sud-est di Argenta.

Il 16 Aprile la resistenza fu più forte nella zona di Argenta, quando la 29° divisione tedesca granatieri Panzer contrastò duramente per tutta la mattina l’avanzata della 56° e 78° divisioni inglesi. Il primo battaglione della 24° brigata delle guardie scozzesi ebbe pesanti perdite e non fu in grado di raggiungere l’obiettivo nell’area della bonifica.

Una parte della brigata comunque continuò l’attacco e avanzò per circa un miglio.

Nel pomeriggio la 169° e la 11° brigata si spinsero verso la fossa Marina a est di Argenta e gli elementi in avanzata l’attraversarono.

Argenta stessa fu raggiunta, ma la città fu difesa da forze nemici tenaci e determinate. In uno dei più cruenti combattimenti della campagna italiana il 5° corpo forzò la “Stretta di Argenta” tra le valli di Comacchio e il fiume Reno. Qui il nemico concentrò vari elementi di cinque divisioni (26° panzer, 29° granatieri Panzer, 42° fucilieri, 98° e 362° fanteria) per bloccare l’8° armata diretta a Ferrara.

La resistenza combinata di questi elementi fece molto di più che ritardare l’avanzata del 5° corpo. Il 17 Aprile la 24° brigata guardie, nonostante il terreno allagato e allo scoperto sulle sponde a ovest delle valli di Comacchio ed una forte opposizione, oltrepassò la fossa Marina per quasi un miglio, mentre l’attacco progettato della 169° brigata non avvenne a causa del suolo allagato.

Essa invece attraversò il canale con un attacco a due miglia a est di Argenta stabilendo una testa di ponte un miglio e mezzo più a sud. La 78° divisione stabilì teste di ponte oltre la fossa Marina nonostante una forte resistenza e avanzò per un miglio.

La 38° brigata, attaccando sulla destra, occupò due ponti intatti sulla strada secondaria situata a nord-est di Argenta. La 36° brigata superando gli elementi di sinistra della 38° brigata raggiunse un punto 2 miglia a nord della città, mentre la 11° brigata entrò in Argenta incontrando opposizione nei sobborghi a nord-ovest della città.

Il 18 Aprile la 169° brigata spostò la direzione dei suoi attacchi a nord-ovest, attraversò la fossa Benvignante e lo scolo Forcello per raggiungere la strada due miglia a sud di Portoverrara.

Un reggimento corazzata della seconda brigata corazzata con un battaglione attaccò, passando su un fianco della 36° brigata e nel pomeriggio avanzò rapidamente occupando intatto un ponte sulla fossa Benvignante a nord di Consandolo.

Nello stesso pomeriggio la 36° brigata entrò in Consandolo, spingendosi tre miglia a nord dell’abitato. L’occupazione di Consandolo aprì la strada all’8° armata fuori dalla “Stretta di Argenta” sull’asse della Statale 16 e dell’argine nord del fiume Reno.

Durante la notte la 2° brigata corazzata continuò verso lo scolo bolognese, due miglia a ovest di Portomaggiore, dove due ponti erano stati fatti saltare dal nemico in ritirata.

Il giorno dopo la 24° brigata guardie attraversò la fossa Benvignante e raggiunse Portoverrara e la strada che corre a sud-ovest delle valli di Comacchio. La 169° brigata, passando per Portoverrara, mosse verso nord-est e nord di Portomaggiore, mentre elementi della 2° brigata corazzata vi entravano da sud-ovest.

Con l’occupazione di Portomaggiore la battaglia per sfondare la “Stretta di Argenta” (Argenta GAP) era conclusa.