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- La guerra -

“Consandolo … avvenimenti bellici e vita quotidiana”

 

Dal “Diario” di Don Nino Cinti

Intervista ad Aimone Fornasini e Beppino Veri

 

 

Inizia l’intervista “cronologica” ad Aimone Fornasini e a Beppino Veri, che integra, con informazioni precise e notizie dettagliate, il diario del Parroco di Consandolo, Don Nino Cinti.

Il periodo comprende gli avvenimenti bellici che hanno coinvolto il paese dall’inizio del 1944 al 25 ottobre 1945 compresa la liberazione e la ripresa della vita pacifica.

 

Diario di Don Nino

Anno 1944      È qui arciprete dal 28 Febbraio 1943 il M. R. Don Nino Cinti trasferito dalla parrocchia di S. Vito Ferrarese.

Gennaio 1944  Il giorno 6 S. Em. l'Arcivescovo manda cappellano Don Leo Maldini di Ravenna. Era cappellano a Coccanile. È sacerdote da circa 2 anni.

Febbraio 1944 Col primo giorno di Quaresima s'inizia l'insegnamento del Catechismo ai bambini della Cresima e della Comunione. Per tutta la Quaresima si è compiuto il pio esercizio della Via Crucis nei giorni di martedì e venerdì.

Aprile 1944     Domenica delle Palme. D. Timoteo di Coriano, Cappuccino, guardiano a S. Angelo di Romagna viene a predicare le Quarantore e resta per tutta la Settimana Santa. Bontà Francescana! Il 70% delle donne, il 50% delle giovani, il 10% dei giovani, il 5% degli uomini hanno fatto Pasqua. Dalla domenica delle Palme al lunedì di Pasqua sono state fatte circa 1500 Sante Comunioni.  In chiesa, tra il primo ed il secondo altare viene posta una bella cattedra settecentesca di noce, opera dello scultore Giovanni Vicini di Bologna, È costata L. 16.000. Al primo altare viene posto il quadro della Crocifissione, opera di scuola genovese, restaurato dal Profess. Gaetano Guarini di Ravenna. Il quadro proviene, insieme a quello della Veronica, scuola Ferrarese, Bonolis, posto sopra la cattedra, dalla cadente chiesa di S. Francesco di Argenta. A Pasqua i cantori locali si sforzano di eseguire meglio che possono la Messa S. Clelia del M. Tosi per alto e tenore

Maggio 1944   Si apre con solennità, si predica tutte le sere. I cantori fanno sfoggio di litanie e canzoni più o meno agresti. Il pubblico viene con soddisfazione. La funzione è alle ore 21. Nel mese di Maggio, si tiene anche tutte le sere presso la Cappellina del Trebbo. Le donne cantano litanie e canzoni sgargianti. Alla Molinellina, ogni sera del mese di Maggio, va pure il Cappellano.

Dom 21 Maggio          Prima Comunione dei fanciulli. Sono circa 60. Nelle ultime tre sere di Maggio, Don Renato Casadio di Ravenna, tiene nella sala Parrocchiale conferenze Religioso Morali per gli uomini. Il suo dire chiaro e convincente avvince gli uditori che crescono ogni sera. Temi: la fede, la crisi della fede, imperativi morali.

28 Maggio       Domenica di Pentecoste: ore 11 S. Messa

Giugno 1944    Mese dedicato al S. Cuore. Funzione serale con S. Rosario. Lettura del 'Fioretto' litanie del S. Cuore e Benedizione. Discreto il concorso del popolo fino a metà mese

4 Giugno          Prima domenica di Giugno: alle ore 11 S. Cresima amministrata dall'Ecc. Mons. Bovelli, Arcivescovo di Ferrara. Le ristrettezze imposte dalla guerra hanno impedito al nostro Vescovo Ausiliare di venire.

 

Luglio 1944     Incomincia anche per Consandolo il clima rovente della guerra.

11 Luglio         Alle ore 7.30 primo mitragliamento. Quattro morti su un automezzo diretto a Ferrara: erano di Argenta.

Intervista…

Il primo avvenimento bellico a Consandolo dall’inizio della guerra fu l’11 Luglio del ’44. Fu un mitragliamento e furono colpiti i fratelli Lanzoni, residenti ad Argenta; stavano andando a Ferrara con il camioncino a ritirare le derrate alimentari.

Durante la guerra i viveri venivano acquistati con la tessera e i fratelli Lanzoni avevano l’incarico di andarli a prendere nei magazzini centrali di Ferrara per poi rifornire i vari negozi.

Quella mattina, verso le otto, stavano passando di fronte alla cabina elettrica sulla Nazionale Nord, quando alcuni aerei inglesi, che erano nelle vicinanze, mitragliarono il camioncino uccidendo quattro persone fra le quali appunto i fratelli Lanzoni.

L’azione successiva fu alcuni giorni dopo. In zona “Casa Bisce”,  un aeroplano sganciò alcune bombe in aperta campagna.

 Diario di Don Nino

Agosto 1944    11 Agosto: secondo mitragliamento, presso la centrale del metano.

Intervista…

L’11 agosto vi fu un mitragliamento nei pressi della centrale del metano senza alcuna conseguenza.

Nello stesso pomeriggio, nella zona Fondo Olmo, un tedesco in motocicletta fu preso di mira da un aeroplano. Lo stesso aereo mitragliò lungo la Nazionale l’autocarro di un certo Buzzoni (detto Sirio) carico di bombole di metano, incendiandolo. Il conducente riuscì a portarlo quasi sull’argine lungo la rampa del Belvedere, lontano dalla abitazioni, evitando così il pericolo di eventuali esplosioni.

 Diario di Don Nino

20 Agosto        Terzo mitragliamento: alle ore 20, due grandi autotrasporti sventrati sulla strada nazionale. Bombe, precedute dai bengala, di notte alle case Biscie, al Bosco, alla Lametta, a Valnuova. La Sinibalda ha bruciato un giorno e due notti. Mitragliamento sulla strada del passo Morgone: un camioncino incendiato. Il campanile è il rifugio più desiderato, quando il nottambulo 'Pippo' (apparecchio nemico) appare con i suoi rombi di morte, ognuno corre, portando seco i suoi tesori: borse e cenci.

Intervista …

Il 20 Agosto ci fu il terzo mitragliamento, alle ore 20.00 due grandi autotrasporti furono sventrati sulla Nazionale.

Bombe precedute da bengala caddero di notte alle Case Bisce, al Bosco, alla Lametta, a Valle Nuova. La Sinibalda (zona dietro la centrale del metano) ha bruciato un giorno e due notti.

Allora il coprifuoco era ancora un proforma. Spesso, quando c’erano grandi trasferimenti di truppe tedesche, si andava a dormire nelle campagne e si stava in giro fino a tarda notte in quanto gli aerei inglesi (il più famoso fu “Pippo”) colpivano dove vedevano muovere qualsiasi cosa indipendentemente dal fatto che si trattasse o meno di militari.

A Consandolo, la fabbrica Buscaroli era collegata con la stazione ferroviaria con i binari posti in mezzo ad un fitto frutteto; qui i Tedeschi nascondevano i vagoni cisterna e di notte travasavano il gasolio e la benzina sugli autocarri cisterna cercando di completare il trasferimento prima dell’alba.

Una mitragliata o una bomba su una cisterna avrebbero fatto saltare l’intero paese e quindi molti andavano a dormire nelle campagne.

Nel 1940 esisteva già l’illuminazione elettrica pubblica con qualche lampadina: una al Chiesolino, una in via Opera Pia, una all’angolo del bar Martelli (Via di Mezzo-Via Nazionale), una all’angolo del bar Tebaldi (Via Provinciale, 1), una al mulino, una al Borgo Paglia, una al Borgo Trebbo, una al lato della Chiesa, una di fronte al bar Strozzi (Via Provinciale) e una alla stazione ferroviaria.

Quando scoppiò la guerra la luce notturna non doveva essere visibile, quindi venne spento l’impianto pubblico e a coloro che avevano l’illuminazione elettrica in casa venne imposto di mettere attorno alle lampadine una carta blu oppure, dove c’erano delle attività lavorative, di colorare i vetri delle finestre con vernice blu.

 Diario di Don Nino

Settembre 1944           4 Settembre ore 14: appisolati per il post-prandium, 6 caccia bombardieri inglesi si lanciavano sul paese. Bombardamento e mitragliamento. Sette bombe lanciate in diversi punti distruggevano case di fronte alle scuole elementari, sette famiglie senza casa, altre sinistrate. La Madonna ci ha protetti, nessun morto. Vetri in frantumi: compresi tutti quelli della chiesa. Si è dovuto smontare l'organo, opera del 1764 del Profess. Giovanni Chioncei di Venezia, finché non subisse altri danni bellici. Anche la canonica ha avuto finestre e porte sinistrate. Il paese è deserto: i più sono fuggiti nelle più remote case di campagna. La frequenza alla Chiesa è scarsa. Le S. Messe si celebrano di buon mattino e, quando gli apparecchi sorvolano, con la dovuta agitazione. Dal primo mitragliamento si è cessato di tenere il Catechismo festivo ai ragazzi. Si sono fatti diversi battesimi, alla singole case, causa i continui allarmi, e la conseguente apparizione di apparecchi nemici in ricognizione offensiva.. Per ordinanza del Podestà di Argenta sono proibiti, nei funerali, i cortei: l'auto funebre preleva il morto dalla casa, lo porta in chiesa per le esequie, poi immediatamente, nel più breve tempo possibile, al cimitero.

Intervista…

Quel giorno stavo fumando la mia prima sigaretta sull’argine e avevo con me un piccolo binocolo; lo usavo come scusa per appartarmi un po’ e fumarmi in pace la mia prima “turtiona”, fatta con un po’ di tabacco che avevo avuto da alcuni ragazzi in cambio di un po’ di carta velina per macchina da scrivere, adattissima da usare come cartina per le sigarette.

Mentre ero così impegnato sentii un rombo e guardando in alto con il binocolo vidi un aeroplano che in quel momento sganciò una bomba, la prima bomba che sarebbe caduta su Consandolo. Fortunatamente scoppiò di là dall’argine. Poi ne sganciò un’altra e io lo seguii ancora con il binocolo ma ad un certo punto mi ritrovai a ruzzolare giù dall’argine.

Mi resi conto di un camion civile fermo davanti a casa mia e poi seppi di un mezzo militare che in piazza era andato a ripararsi sotto il volto, di fronte alle scuole in corrispondenza dell’attuale supermercato.

Quando arrivai in piazza, dopo il bombardamento, vidi la cagnetta di Baraldi che si chiamava Adua;  era stata colpita a morte da una scheggia, si lamentava e si vedeva dalle sue condizioni che non avrebbe potuto sopravvivere; in quel momento passò un militare tedesco che gli sparò un colpo di pistola per non farla più soffrire.

Le sette bombe lanciate scoppiarono: una oltre l’argine, una dietro la casa Lorenzini, una scheggiò lievemente la chiesa, una sul fianco dell’argine e le altre sulle abitazioni in via di Mezzo di fronte alla scuola che in gran parte crollarono unitamente al laboratorio di un sarto e al negozio della Zaira e della Gilda Bondanelli.

Quando cessò il bombardamento, il  camion militare che si era riparato sotto il volto partì in fretta e se ne andò, anche per paura della gente; sapeva benissimo che il bersaglio del bombardamento era lui e quindi anche la causa di quel disastro. Fatto sta che non fu colpito nessun obiettivo militare e fortunatamente quel bombardamento non causò nessun morto e non ci furono feriti.

Con lo spostamento d’aria si ruppero tutti i vetri delle finestre; successivamente si recuperarono tutti i pezzi più grandi che vennero riciclati per richiudere le finestre insieme a intagli di pietre e gesso perché allora non si trovavano vetri nuovi; l’inverno sarebbe arrivato presto, insieme al gelo.

 Diario di Don Nino

15 Settembre   Mitragliamento sulla strada nazionale. È rimasto ferito Malaguti Arturo di Consandolo.

Intervista…

Malaguti aveva le macchine per trebbiare e quel giorno con il trattore stava rientrando dalla strada della Busa, di fronte alla centrale del metano.

L’aeroplano che arrivava vide il mezzo e, dato che gli Inglesi facevano fuoco a qualunque cosa si muovesse, sparò una raffica che colpì Arturo Malaguti e il suo trattore. Malaguti fu ferito ad un braccio ma non gravemente.

 Diario di Don Nino

25 Settembre   Mitragliamento e spezzonamento circa alle ore 13.30. Colpita la casa del Cinema nell'angolo: un autocarro pieno di munizioni, al borgo Piazzetta un calesse, al Trebbo un automobile. Questo bombardamento fa cambiare opinione a tutti. Donne e uomini con tutti i loro carretti abbandonano le loro case e vanno a rifugiarsi nelle stalle e sui fienili. Le mangiatoie sono letti un po’ duri ma preferiti.

Intervista…

A fine settembre, nel primo pomeriggio, un camion tedesco coi i segni della Croce Rossa stava passando più o meno dove ora c’è il distributore di benzina in via Nazionale.

Aerei inglesi lo mitragliarono e il camion esplose e bruciò; era pieno di nastri di mitragliatrici nonostante fosse della Croce Rossa. Nelle vicinanze c’era il teatro di Consandolo, un edificio di bella fattura; fu irreparabilmente colpito dall’esplosione che danneggiò un angolo della struttura che crollò; non potendolo più usare come teatro venne abbandonato.

I Tedeschi demolivano gli edifici diroccati e disabitati e usavano i materiali legnosi (come le travi) per riscaldamento o per usi bellici. Il teatro fu quindi distrutto.

 Diario di Don Nino

26 Settembre   Notte. Tedeschi ubriachi lanciano in piazza bombe a mano. Spavento dei pochi abitanti la piazza. La festa del patrono S. Zenone, non si è potuta celebrare con solennità. La statua del Santo è stata posta in venerazione. Breve funzione alla sera con discorsino.

Intervista…

Ogni tanto di questi casi di soldati ubriachi se ne sentivano da varie parti.

 Diario di Don Nino

Ottobre 1944   Si incomincia a sentire il rombo del cannone, dal fronte Imola-Bologna. Il nostro paese assume l'aspetto di retrovia: è infatti un posto di assistenza ai soldati che vanno e che vengono dal fronte.

Intervista…

Consandolo era diventato zona di magazzini e sosta delle truppe tedesche perché il fronte avanzava e quindi gli aeroplani inglesi volavano giorno e notte. Alla notte un aeroplano in particolare era sempre presente, “Pippo”, che sganciava una bomba o sparava una raffica ovunque vedesse una luce.

Ci fu un periodo in cui “Pippo” non si vide ma soprattutto non si sentì, dato che lo si riconosceva dal rombo,  e al suo posto, la notte, passava un altro aeroplano dal rumore diverso e allora si diceva: “Pippo è ammalato e adesso c’è suo cognato”.

Ci si scherzava su, per cercare di sdrammatizzare, come quando iniziò il razionamento dei viveri e sull’aria della nota canzone tedesca “Lilì Marlene”, si cantava:

 Tutte le sere a lett senza magnar

E ala matina a siè or a lavurar

E a mezdì un piat ad ris

E Mussolini al fa un suris

Eviva l’italian con un ètt e mezz ad pan.

 

Perché un etto e mezzo di pane era la razione che veniva distribuita a tutti; solo chi faceva lavori pesanti aveva un supplemento. Nel pane che allora veniva distribuito, c’era più farina gialla e crusca che farina bianca di frumento. Era il vero pane integrale.

Molti Consandolesi (come la maggior parte degli abitanti delle campagne) erano da sempre abituati ad una economia familiare di quasi autosufficienza con i prodotti dell’orto e l’allevamento degli animali (polli, conigli, maiali) ma con la guerra il disagio alimentare divenne molto grave.

In pochi mesi tutte le merci, dagli alimenti (esclusi frutta e verdura) al vestiario, furono razionate. Per le voci più importanti (carne, pasta, riso, olio, zucchero, burro, latte) le assegnazioni erano veramente da fame, spesso ottenute dopo lunghe, estenuanti file. Talvolta venivano a mancare per lunghi periodi.

Essendo il pane l’alimento base, i 150 grammi giornalieri erano veramente insufficienti; si cercava così di sostituirli con le patate che pure erano razionate ma in campagna potevano essere, anche se non sempre, più facilmente disponibili.

La polenta divenne un alimento base. Migliore era la situazione dei contadini che, come produttori, potevano avere maggiori disponibilità… nascoste e non dichiarate.

Chi aveva possibilità economiche poteva far ricorso al cosiddetto “mercato nero” ma era troppo dispendioso e poteva essere pericoloso.

I poveri vivevano stentatamente.

In tale situazione, formaggi, burro, olio quasi scomparvero e caffè, tè, cioccolato e banane furono addirittura dimenticati; furono pure introvabili, negli ultimi anni di guerra, arance, mandarini e limoni che erano prodotti nazionali, ma nel 1943 l’Italia era divisa in due. Si viveva veramente “a dieta”.

Venne a mancare anche il sale, ma in questo caso Consandolo ebbe fortuna poiché da alcuni pozzi di metano sgorgava, insieme al gas, acqua salata con le “bollicine” e che, miscelata con la normale acqua del pozzo (l’acquedotto sarà costruito negli anni ’60), permetteva una cottura passabile del cibo. Di questi pozzi alcuni si trovavano in località Passo Sale e li usavano anche gli abitanti dei paesi vicini.

Per integrare il poco pane, dopo la raccolta del grano (allora tagliato a mano con la falce, “al sghet”), un gran numero di “spigolatori” invadeva i campi per raccogliere le spighe rimaste… così nulla andava perduto. Le macchine arrivarono successivamente, come sono arrivati dopo anche gli elettrodomestici.

I frigoriferi di allora erano le ghiacciaie. A Consandolo ne esistevano diverse, una da Salvatori, una vicino al borgo Fienile e quella di Rubini, al metano.

Per costruire una ghiacciaia veniva fatto un buco per costruirvi una camera interrata con muri in mattoni molto spessi. Veniva poi fatta la volta, sempre di mattoni, ricoperta di terra. Si cercava di isolarla termicamente il più possibile e aveva solo una piccola porta d’entrata.

La ghiacciaia non doveva essere molto interrata perché occorreva far defluire l’acqua che si produceva con lo scioglimento del ghiaccio e quindi doveva essere sempre al di sopra della falda. Attorno alla ghiacciaia venivano piantati degli alberi in modo da formare un piccolo boschetto che la tenesse in ombra il più possibile.

Le ghiacciaie erano antichi manufatti e naturalmente non avevano bisogno della corrente elettrica. D’inverno, quando faceva freddo davvero, erano riempite con il ghiaccio dei canali e dei maceri e i buchi che rimanevano erano riempiti di neve in modo da formare, con il gelo, un unico blocco.

A Consandolo, le ghiacciaie esistevano da molto prima che la fabbrica del ghiaccio fosse costruita, negli anni 1928-1930. I Buscaroli cominciarono ad edificarla quando fu realizzata la sala vagoni, dove mettevano a refrigerare la frutta destinata all’estero; per la refrigerazione dei vagoni usavano appunto le stecche di ghiaccio autoprodotte.

Le ghiacciaie continuarono comunque a funzionare fino alla diffusione dei frigoriferi elettrici.

 

Diario di Don Nino

Ottobre 1944   In quasi tutte le case vi sono Tedeschi. Anche nelle cascine si fermano soldati che conducono carrette piene di ogni ben di Dio.

Intervista…

Negli ultimi mesi di guerra i saccheggi da parte delle truppe tedesche determinarono un improprio ed abusivo uso delle risorse ancora disponibili.

Ad esempio, per impedire che i Tedeschi usassero i tubi depositati nella centrale del metano per costruire trincee, l’ingegnere responsabile fece costruire una linea provvisoria di oltre 3 km; con tale linea portò il gas al fondo “Ritonda” dov’era egli stesso sfollato e oltre, fin verso il fondo “Colombo”, salvando così in gran parte i materiali e concedendo l’uso gratuito del gas ai contadini che riuscirono ad allacciarsi. Uno dei grandi ex essiccatoi, gremito di sfollati consandolesi, venne ben riscaldato in tal modo per tutti i mesi invernali.

 

Diario di Don Nino

Ottobre 1944   Tra i soldati, tutti in divisa tedesca, vi sono francesi, lussemburghesi, austriaci, polacchi, russi, mongoli, giapponesi.

Intervista…

C’erano anche quelli che assomigliavano ai Giapponesi, erano i Mongoli; erano ex militari russi collaborazionisti con cui i Tedeschi formarono la divisione Turcomanna. Agiva nella zona di Comaccho, Mesola e Codigoro e aveva ufficiali e sottoufficiali tedeschi. Gli altri componenti della divisione erano Russi che, invece di andare in campo di concentramento, avevano aderito all’esercito tedesco. Non era certo gente di cui potersi fidare militarmente.

I soldati occupavano interi edifici ma in gran numero erano alloggiati, in piccoli gruppi, presso singole famiglie. In tale promiscuità si diffondevano pulci, pidocchi, cimici. Nei nostri paesi, le strutture igieniche (bagni, acqua corrente) erano piuttosto carenti o mancanti; l’arrivo di un gran numero di sfollati e quindi le coabitazioni forzate, il transito e la sosta per quasi 6 mesi di soldati dell’esercito tedesco, determinarono una situazione igienico-sanitaria preoccupante.

Ci fu qualche caso di tifo e di difterite. Tutto mutò con l’arrivo degli Inglesi che si trattennero a Consandolo per un tempo limitato. Essi istituirono subito un centro di disinfezione per i loro soldati, impiantando nelle aree cementate della centrale del metano decine di docce, trovando sul posto acqua abbondante e gas per scaldarla. Ma il beneficio più importante fu che con gli Inglesi arrivò il DDT. Persino piccoli aerei a bassa quota lo spandevano in forma sistematica e ripetuta.

Allora non si sapeva ancora della sua pericolosità. Però una cosa è certa: pulci, cimici e pidocchi scomparvero immediatamente e per alcuni anni anche le mosche e le zanzare furono quasi una rarità.

 

Diario di Don Nino

Ottobre 1944   I Tedeschi fanno saltare tutti i pali che sostengono i fili ad alta tensione. Hanno messo al soldo anche operai italiani (compresi i 'Signori', ben magra consolazione per gli elementi socialistoidi!) che lavorano al Morgone per riparare le malandate strade.

Intervista…

La linea dell’alta tensione che da Portomaggiore arrivava a  Consandolo, passava vicino alla centrale del metano e proseguiva oltre il Reno verso Imola, Medicina. Era l’unica linea esistente.

Mano a mano che il fronte si avvicinava, i Tedeschi la facevano saltare; a Consandolo lasciarono in piedi solo due tralicci, quello di fronte alla centrale del metano e quello di là dall’argine del Po di Primaro per impedire la caduta dei grossi cavi elettrici sulla statale. Ogni cavo era composto da un cavetto di acciaio ricoperto da fili di alluminio.

Io assistetti al momento in cui li fecero saltare. Quando i Tedeschi minarono con la dinamite i sostegni dei tralicci e li fecero brillare,  i cavi si spezzarono e si sentì il sibilo delle loro frustate mentre tagliavano violentemente l’aria.

Anche la linea ferroviaria proveniente da Portomaggiore e quella da Argenta furono distrutte utilizzando le cosiddette “saponette”, che altro non erano che blocchetti di tritolo; si posizionavano da una parte e dall’altra dei binari, si accendeva la miccia e si faceva saltare la linea.

 

Diario di Don Nino

Ottobre 1944   Sporadici ancora sono i seguenti danni: furti di radio, di biciclette, bestie da lavoro e da macello, i volatili, da parte di isolati soldati tedeschi. Per prevenire probabili saccheggi, ognuno ha provveduto a nascondere, meglio che può biancheria, biciclette, radio, oggetti preziosi. Intanto l'agonia si prolunga.

Intervista…

La gente usava vari sistemi per nascondere le proprie cose. I Tedeschi, soprattutto nell’ultimo periodo, quando entravano nelle case rubavano ogni cosa, e la gente, per proteggere i propri beni, li nascondeva dentro le botti, quelle botti che erano sempre servite per il vino; poi le sotterravano in un luogo sicuro. A quei tempi i contadini avevano tutti la loro cantina e quindi botti a disposizione.

L’arroganza dei Tedeschi talvolta si spinse al punto di cacciare le persone dal proprio letto per disporne.

Anche le radio erano molto importanti e dovevano essere ben nascoste. Durante tutta la guerra l’informazione ebbe in prevalenza carattere propagandistico. In principio quando le cose sembravano andare bene, radio e giornali vivevano un clima quasi di esaltazione; tutto pareva portare ad una soluzione breve e positiva, ma presto il vento cambiò, fino ad arrivare al  momento delle continue… ritirate strategiche.

Le notizie filtrate dalla censura erano incomplete e inattendibili. Anche le lettere dei soldati (e ai soldati) erano censurate.

Vistosi manifesti invitavano a non parlare di argomenti di guerra: “TACI, IL NEMICO TI ASCOLTA” era lo slogan.

Poi l’informazione si ridusse al minimo poiché la mancanza di carta ridusse i quotidiani a due semplici facciate, pubblicità compresa.

La difficoltà dei trasporti nella fase finale fece mancare la stampa per lunghi periodi. La radio con l’EIAR funzionò sempre ma con molta musica e pochi notiziari.

In prossimità del fronte, di notte, gli aerei inglesi lanciavano saltuariamente un piccolo giornale, “ITALIA LIBERA”, con riassunti della situazione generale. Quel periodo fu caratterizzato dalle trasmissioni di RADIO LONDRA. Chi aveva la radio (ed erano pochi) durante la notte cercava di sintonizzarsi sulle sue frequenze per avere notizie di prima mano; va detto che anche queste erano alquanto propagandistiche. Il suo ascolto era molto pericoloso e parlare di notizie apprese da quella fonte poteva portare ad una denuncia presso la polizia del tempo, con conseguenze gravi.

La scarsa disponibilità di apparecchi radio fece sviluppare l’uso della “RADIO GALENA”, una piccola radio ricevente di limitata potenza, che poteva essere costruita con pochi soldi e tanta passione.

 

Diario di Don Nino

12 Ottobre       Madonna Addolorata -Alle ore 17.30 S. Rosario, coroncina, litanie e benedizione col S. Sacramento. Dall'ultimo bombardamento avvenuto il 25 Settembre, il S. Sacramento si conserva all'altare della Madonna del Rosario: questo altare resta ancora il più riparato dai venti, perché i resti del finestrone che lo sovrasta, sono intatti. Molti soldati tedeschi entrano a pregare nella nostra Chiesa: un gruppo di francesi e lussemburghesi si sono anche comunicati prima di partire per il fronte. È ammirevole il loro contegno durante la preghiera. Chi recita il Rosario, che legge nei manuali portati dalla patria. Ve ne sono di giovanissimi: perfino di 17-18 anni.

15 Ottobre       Festa di Maria SSima Addolorata. Al mattino nulla di speciale. Al pomeriggio Coroncina in forma solenne. Litanie cantate. Benedizione Eucaristica.

18 Ottobre       Grave incidente avvenuto al fondo Colombo. Soldati tedeschi nel fare istruzione (assalto al carro armato) disponevano varie granate, tre di queste esplodevano, provocando la morte istantanea di sette soldati e di un bimbo di tre anni che stava guardando, e il ferimento di 30 soldati e cinque civili. I soldati erano tutti giovanissimi di 18-19 anni. Tra i feriti altri due sono morti.

Intervista…

La zona è quella, il posto esatto è dove abitavano i Mandrioli, al fondo Colombo.

In quel periodo, il fronte era vicino, arrivavano i soldati dalla Germania, ragazzi di 17, 18, 19 anni e facevano istruzione qui a Consandolo; al Colombo si esercitavano con il “Panzerfaust”, il bazuca tedesco, formidabile, spaccava i cingoli di un carro armato, era un mezzo anticarro. Aveva forma di tubo; ci si posizionava a 30, 40, 50 metri dal carro e si sparava un missile, era un’arma da assalto.

In quella tremenda circostanza un istruttore probabilmente fece cadere un proiettile che scoppiando fece esplodere le altre munizioni. Il bambino, Romano Mandrioli di 3 anni, morì colpito da una scheggia. I soldati, come il bambino, furono sepolti nel nostro cimitero, sulla destra dell’entrata. I soldati vi rimasero fino alla fine della guerra, poi li trasportarono al cimitero di Cervia e poi ancora al cimitero sul passo della Futa. Erano i cimiteri di guerra dove ogni esercito riuniva i propri morti.

Ad Argenta ce n'è uno con 625 militari inglesi uccisi nella nostra zona. I Polacchi li hanno riuniti al cimitero militare di San Lazzaro di Savena.

Sapevamo che al Colombo i Tedeschi facevano istruzione con il Panzerfaust, come era noto che, in corrispondenza dell’attuale laghetto dei pescatori, facevano istruzione di tiro con la mitragliatrice e sparavano alle sagome poste verso il Cavospino, sul letto del fiume, che formava una specie di anfiteatro adatto e abbastanza sicuro per questo tipo di esercitazioni.

Spesso facevano anche esercitazioni con il Panzerfaust vicino ai maceri e usavano i sassi come bersagli per studiarne l’effetto esplosivo.

Arrivavano questi giovani che del soldato avevano solo la divisa e dovevano essere addestrati prima di essere mandati al fronte e quindi c’erano questi luoghi di esercitazione militare sparsi nel territorio di Consandolo.

In occasione di quel doloroso avvenimento il nostro timore all’inizio fu che non fosse stato un incidente, ma un attacco dei partigiani, che avrebbe potuto far scattare da parte dei Tedeschi un’azione di rappresaglia verso la popolazione del paese. Ma per “fortuna” non fu così.

 

Diario di Don Nino

19 Ottobre       Un nostro giovane, tale Migliari Aldo, abitante nella possessione 'Susina', è gravemente ferito da un soldato tedesco che voleva portare via del fieno. È poi deceduto all'ospedale di Portomaggiore.

Intervista…

In quell’occasione ci fu un tragico equivoco; il tedesco era andato a requisire il fieno e, mentre saliva sul fienile, Aldo Migliari, che si trovava già sopra, gli fece cenno con il forcone di stare giù. Il tedesco fraintese il gesto, lo considerò come una minaccia e senza esitazione gli sparò.

 

Diario di Don Nino

20 Ottobre       Verso le ore 21 un apparecchio inglese, “Pippo”, ha lanciato quattro piccole bombe all'Opera Pia. Nessun morto. Un ferito tedesco. Qualche casa sinistrata. Vari autocarri tedeschi avevano i fanali accesi mentre l'apparecchio passava: ne sono divenuti l'obiettivo.

Intervista…

Gli Inglesi videro un camion tedesco con i fari accesi e sganciarono qualche bomba; colpirono una casa che poi fu demolita.

 

Diario di Don Nino

20 Ottobre       Durante la notte lanci di bengala in paese, ma senza conseguenze. Da qualche sera si osservano nel cielo le traiettorie dei grandi proiettori inglesi, che illuminano a giorno le zone del fronte, il fronte Adriatico. Da questa sera il coprifuoco per ordine del comando tedesco di Consandolo, comincia alle ore 19 e termina alle 6 del mattino.

Intervista…

Quando alla fine di ottobre, inizio di novembre, il fronte si fermò nell’area di Cervia e Cesenatico, ci furono degli attachi dei partigiani a Ravenna che costrinsero ad avanzare il fronte fino alla foce del Reno e al fiume Senio ad Alfonsine.

In quel periodo con il buio della sera si incominciarono a vedere i fasci luminosi dei grossi fari che venivano “sparati” dagli Inglesi verso il cielo e si poteva quindi seguire la linea del fronte. Questi fari più che una funzione contraerea (l’aviazione tedesca era allora praticamente assente) servivano agli Inglesi perché con la loro luminosità riflessa nel cielo, aumentata in presenza di nuvole,  servivano a controllare la situazione sul terreno.

La zona da dove partivano gli aeroplani che venivano a bombardare Consandolo e Argenta, era Foggia. Al tempo della guerra in Grecia e in Africa, furono costruiti molti aeroporti nel meridione. Foggia era un punto geograficamente strategico. Quando gli Inglesi la occuparono rafforzarono questi aeroporti e ne costruirono altri.

Di là partivano le formazioni che andavano a colpire la Germania e lungo il percorso, bombardavano Vienna, Monaco e altre città per poi atterrare in Inghilterra; altrimenti partivano dall’Inghilterra per poi atterrare in aree controllate dai russi, come la Polonia e l’Ucraina.

Vi era un intreccio di voli e spesso verso la mezzanotte si sentiva in cielo un rombo possente. Si intuiva che erano centinaia di aerei tra caccia e bombardieri che andavano a bombardare chissà dove.

Questo rombo aveva uno strano effetto sugli animali che dimostravano di avere paura e nel momento del passaggio non si vedevano più volare i pipistrelli e non si sentivano più gli altri uccelli notturni. Questo rombo sembrava il segno della morte. Si sentiva solo il rumore cupo degli aeroplani a 3000/4000 metri di altezza. Si vedeva solo ogni tanto un piccolo segnale luminoso, rosso o verde il più delle volte verde.

Durante il transito di queste formazioni venivano lanciate delle strisce di carta di colore scuro e altre, in maggior numero, di carta stagnola, come quella del cioccolato, di forma sottile che creavano, scendendo, un grande turbinio per l’aria che confondeva le apparecchiature elettroniche di avvistamento dei Tedeschi.

Nella nostra zona la contraerea tedesca di notte non ha quasi mai sparato. Sparava di giorno, con rapide raffiche, per non essere individuata.

Una postazione antiaerea a Consandolo era al Triangolo, nei pressi dell’attuale laghetto, dove c'erano le mitragliere a quattro canne; invece al Trombone vi erano i cannoni antiaerei.

Durante i bombardamenti notturni gli aerei inglesi lanciavano i bengala che avevano anche un forte effetto psicologico: producevano una luce abbagliante che infondeva paura.

Altri aerei, di seguito, individuavano l’obbiettivo lanciandovi un segnale luminoso. Seguivano i bombardieri che completavano l’azione.

 

Diario di Don Nino

21 Ottobre       Vengono seppelliti nel nostro cimitero le salme dei soldati tedeschi morti in seguito all'incidente del 18 ottobre al Colombo. I morti sono saliti a 9.

Intervista…

Non fu fatto il funerale. Non si faceva nemmeno per i civili. Senza corteo si portava il morto in chiesa e poi subito al cimitero.

 

Diario di Don Nino

24 Ottobre       Il cappellano Don Leo Maldini ritorna in famiglia sfollata a Savarna di Ravenna in attesa del passaggio del fronte.

Novembre 1944          2 Novembre. Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Dopo la celebrazione delle tre S. Messe eseguite al tumulo. Pochissimo concorso, causa l'abbondantissima pioggia del primo mattino. Alle ore 15 al camposanto esequie. Contegno silenzioso ma non devoto. Si continua per tutto l'ottavario la funzione serale per i defunti. S. Rosario, litanie e Benedizione Eucaristica.

3 Novembre    Si incomincia ad ufficiare in sacrestia. La Chiesa è ridotta ad una spelonca, pioggia e vento entrano dalle finestre, distrutte.

21 Novembre  Un soldato tedesco, nelle scuole, dove è alloggiata molta truppa, manovrando la rivoltella si ferisce all'addome. Resta morto sull'istante.

23 Novembre  Il tredicenne Bragliani Mario di Angelo, raccoglie in campagna una bomba a mano che gli scoppia tra le mani. Morente è portato all'ospedale di Portomaggiore. È sepolto nel nostro camposanto.

Intervista…

Probabilmente era una bomba difettosa; pare che avesse tentato di svitarla e gli esplose in mano.

 

Diario di Don Nino

25 Dicembre    S. Natale. Buon concorso di popolo, poche sante comunioni per mancanza di sacerdote confessore. Tutto per breviare, senza canti, anche il giorno di S. Stefano buon concorso di popolo.

29 Dicembre    Un soldato tedesco in casa Bertuzzi, manovrando la sua arma, uccide involontariamente la quattordicenne Santina Bertuzzi. Muore all'ospedale di Tresigallo poche ore dopo. È sepolta nel nostro cimitero.

Intervista…

Quel giorno era molto freddo e c’era il sole. Ricordo che il fratello fu avvisato mentre stava lavorando alla costruzione delle trincee tedesche con la T.O.D.T., la sezione militare addetta alle opere di difesa.

Al soldato tedesco cadde a terra la pistola d’ordinanza. Partì un colpo che uccise involontariamente la ragazza. Una tremenda disgrazia.

I Tedeschi avevano in dotazione la P38, molto ambita dagli Inglesi. Infatti quando catturavano i prigionieri se ne impossessavano immediatamente.

 

Diario di Don Nino

31 Dicembre    Alle ore 14 caccia inglesi sganciano bombe alla Pioppetta e lungo la strada Consandolo-Portomaggiore, una casa distrutta, senza vittime, però tre soldati tedeschi gravemente feriti.

 

Intervista…

Il mitragliamento dei Tedeschi avvenne di fronte allo stradone della Mensa (via Provinciale). In quei giorni fu ferito anche il comandante tedesco del fronte Kesserling, che fu ricoverato a Ferrara. I Tedeschi avevano un importante comando di fronte alla stazione ferroviaria, presso la casa Montanari, appena costruita. La requisirono e vi entrarono ancor prima dei proprietari.

Il primo dell'anno gli Inglesi colpirono i giardini di Argenta con molte perdite umane, ma non tante quante furono quelle della ghiacciaia, nel mese di aprile, dove perirono molte decine di persone.

Gli attacchi aerei provocavano disagio e paura. Per difendersi una parte della popolazione di Consandolo si trasferì fuori dal paese, nella campagna, presso le abitazioni dei contadini che dimostrarono tanta solidarietà e comprensione; altri trovarono alloggi nelle stalle ormai vuote per le continue sottrazioni di bestiame da parte dei Tedeschi.

Si scavavano buche, talvolta vere tane, più o meno coperte o protette, con funzione antiaerea.

Alcuni in piazza trovavano riparo nel campanile: i muri spessi sembravano promettere maggiore sicurezza.

Ma i rifugi che più meritavano questo nome erano quelli scavati sotto gli argini del vecchio alveo del Po di Primaro. Erano vere gallerie che sottopassavano gli argini alla base, talvolta per lunghi tratti e ciò poteva essere pericoloso perchè mancando opere di rinforzo del terreno, alquanto sabbioso,  potevano esserci crolli. Proprio una di queste gallerie-rifugio in località Belvedere, costruita con funzioni militari dai Tedeschi ma usata anche dai civili, venne colpita in pieno da una bomba di aereo e crollò, seppellendo coloro che vi avevano trovato riparo: alcuni civili ed un giovane soldato tedesco componente di un gruppo di militari che in quell’improvvisato “bunker” custodivano le loro armi e munizioni.

Forse fu proprio la continua presenza di questi soldati, rilevata dalla ricognizione aerea, che fece diventare questa struttura di protezione un obiettivo da colpire.

 

Diario di Don Nino

31 Dicembre    Un sacerdote cattolico per il 25-12 celebra alla truppa tedesca, alle ore 17, la Santa Messa. Tutti i militari presenti, circa un centinaio, hanno fatto la Santa Comunione. Molti canti e contegno esemplare. Anche la Canonica dal dicembre è rigurgitante di soldati tedeschi. Lo studio parrocchiale e la sala da pranzo servono a tutti gli usi a più di venti soldati: stanze dei piani superiori alloggiano ufficiali tedeschi. La Canonica per tutto il periodo bellico ha ospitato sfollati di Bologna.

Intervista…

Parlando di sfollamento bisogna fare una distinzione. Nel 1943 ci fu quello delle persone che, per evitare i bombardamenti della città, si trasferirono in campagna presso amici o parenti, con coabitazioni forzate ma con sistemazioni accettabili.

La situazione si aggravò nell’estate del 1944, quando l’attività aerea si spostò sui nostri cieli. La statale 16 divenne la principale strada di rifornimento del fronte adriatico. Sul raccordo ferroviario della fabbrica Buscaroli arrivavano i carri cisterna con i carburanti che di notte venivano smistati con gli autocarri. In quelle notti il centro di Consandolo si svuotava verso la campagna. Il minimo incidente o attacco poteva provocare una tragedia. I movimenti dei militari e l’avvicinarsi del fronte portarono le bombe ed i mitragliamenti anche a  Consandolo. Si produsse così la seconda fase dello sfollamento, quello dei Consandolesi (con gli sfollati qui venuti dalla città) verso le case dei contadini (che dimostrarono vero senso di  solidarietà) e ancor più verso le stalle per la maggior parte vuote in seguito alle razzie dei Tedeschi.

Si adottò in genere questo metodo: una “posta” una famiglia; e la mangiatoia divenne un ambito posto letto. Questa situazione durò dal Settembre 1944 sino all’aprile 1945. Fu questo il periodo più duro, poiché si dovettero coniugare i maggiori disagi con i continui pericoli.

Ci furono però anche i più “coraggiosi” che rimasero nel paese anche nei periodi di maggior rischio.

 

Diario di Don Nino

Gennaio 1945  Il fronte continua ad avvicinarsi e la nostra agonia si fa più dolorante. Le funzioni si svolgono in maniera sempre molto ridotta.

6 Gennaio        Giungono in paese numerosi soldati della Repubblica. Il loro Cappellano è il P. Damiano Zago O. P. Un vero scagnozzo. I giovani, quasi tutti cremonesi, sono in genere buoni e religiosi: molti di essi frequentano la Canonica e le Funzioni. Leggono i libri della nostra piccola biblioteca parrocchiale.

20 Gennaio      Poveri fuggiaschi senza tetto vengono dalla Romagna. Sostano in Canonica per alcuni giorni, poi ripartono per l'ignoto.

24 Gennaio      Giungono venti profughi da Alfonsine. Fra essi vecchi e bambini di 2-3 anni. Restano in Canonica fino al passaggio del fronte.

Marzo 1945     18 - Domenica di passione. Dalle ore 14.15 alle ore 15 Consandolo subisce il suo terzo bombardamento. Obiettivo: la centrale del metano. Colpita appena nella officina. Continua a funzionare. Sono stati 45 minuti di inferno! Vittime: due soldati tedeschi ed il portinaio della centrale, tale Pollini Angelo di anni 48 della Molinellina. Si lamenta anche qualche lieve ferito.

Intervista…

Sono arrivati e per tre quarti d'ora, tra una bomba ed una mitragliata, non andavano mai via.

Ad un tratto, per lo scoppio di una bomba lanciata sulla centrale del metano, si vide letteralmente volare via una persona: era Angelo Pollini che lavorava come portinaio. Fu trovato a decine di metri di distanza oltre l’argine.

Ci furono anche due tedeschi morti e alcuni feriti. Essi si trovavano nella centrale per il carico di alcune bombole di metano poiché, per la mancanza di carburante, requisivano gli impianti dei veicoli civili per montarli sui loro mezzi. La nostra centrale divenne così un obiettivo militare e fu per questo che gli Inglesi la bombardarono.

Durante il conflitto il metano non serviva per il riscaldamento privato, ma quasi esclusivamente per il funzionamento dei mezzi di trasporto.

 

Diario di Don Nino

25-28 Marzo   Quarantore - Il concorso è stato discreto. Predicatore: Don Marino Amedei Arciprete di Boccaleone. Le Comunioni nella settimana Santa e  Pasqua circa 700. Gli uomini pochissimi.

Aprile 1945     1 Aprile - S. Pasqua. Molto concorso alle Sante Messe, che sono state appena due, non essendovi in Parrocchia che l'Arciprete. Niente musica, belli causa. Alle ore 13,30, caccia nemici, dopo aver sorvolato per diversi minuti, si sono lanciati sulla centrale del metano distruggendolo. Le bombe sganciate sono state una trentina, di grosso calibro: non si lamentano vittime. Il bombardamento è durato solo 15 minuti.

Intervista…

Domenica primo aprile, giorno di Pasqua, seconda incursione: un piccolo gruppo di bombardieri inglesi compì un attacco breve, ma ben mirato. La cabina elettrica fu distrutta e di conseguenza l’attività della centrale venne bloccata definitivamente. Non vi furono danni alle persone.

 

Diario di Don Nino

9 Aprile           Gli Inglesi abbandonano il Senio, incomincia l'offensiva: i Tedeschi sono in evidente fuga, ma ancora non mollano. Apparecchi ricognitori, bengala notturni, bombe a tutti i momenti ed in tutti i luoghi. S. Biagio, Argenta e Filo ricevono già le prime cannonate. Giorni di morte.

Intervista…

Dopo un intenso bombardamento lungo la linea del fiume Senio, effettuato con centinaia di aerei, durante il quale morì il nostro concittadino Primo Melloni, forzatamente reclutato per scavare trincee, iniziava l’offensiva finale da parte delle truppe inglesi con una intensità mai vista prima.

Il rombo del cannone era continuo e gli aerei solcavano il cielo giorno e notte fino all’occupazione. Ogni spostamento era impossibile poiché si veniva subito intercettati e colpiti.

 

Diario di Don Nino

13 Aprile         ore 17 - Ufficiali tedeschi in ritirata ci dicono di abbandonare il paese, perché dovrà incominciare a pagare il suo tributo. In poche ore è completamente evacuato. La notte è furibonda. Bombe in paese ed in campagna all'infinito: nessun morto. L'Arciprete e la sua famiglia sfollano al fondo Chiesa, presso il contadino.

Intervista…

Venerdì 13 aprile fu forse il giorno di massima tensione, se non di pericolo.

La sera prima Argenta era stata distrutta in pochi minuti con una incursione aerea terrificante. San Biagio, Argenta … ora era la volta di Consandolo.

I volantini che ogni notte gli Inglesi lanciavano dagli aerei parlavano chiaro: “Allontanatevi dalle strade e dalle linee di difesa tedesche”.

Dove andare? Verso le 21, l’ora dei precedenti attacchi in zona, la campagna era percorsa da Consandolesi che vagavano con borse e sporte, senza una meta. Consandolo fu abbandonato.

Poi si udirono gli aerei in avvicinamento, come si temeva. Si accesero i bengala non su di noi ma sopra Portomaggiore che subì la sorte di Argenta.

Quella notte dormirono in pochi poiché, superato il grande pericolo, aerei isolati lanciarono bombe e raffiche di mitraglie, incendiando varie case in campagna.

Fu una vera notte di fuochi, come lo furono le successive giornate, sia di notte che di giorno. Intanto arrivarono le prime granate.

 

Diario di Don Nino

14-17 Aprile    In questi giorni il paese arde; distrutto specialmente il centro, dove erano i Comandi ed i rifornimenti tedeschi. Tra gli edifici distrutti: la Chiesa, con tutte le sue adiacenze, il campanile scheggiato, il suo bel doppio di quattro campane, completamente distrutto, distrutto il teatro parrocchiale, magazzino viveri della truppa tedesca. Distrutte le scuole elementari, poste dietro al presbiterio e altro magazzino. La grande fabbrica di Buscaroli (conserve e marmellate) ha bruciato giorno e notte. La grande casa del Dott. Barbaro bruciata al completo. Bruciata casa Manini, sede del comando. Bruciata la villa Salvatori con tutte le sue adiacenze. La caserma dei R.R. C.C., divenuta sede della Repubblica, un pugno di macerie. Casa Fabretti, sede di magazzini, distrutta per metà. La stazione ferroviaria non esiste più da mesi, scompaiono giorno per giorno i binari. E qualche altro edificio ha pagato il suo tributo al passaggio mortale. I morti sono circa 40, colpiti o in rifugio o sorpresi all'aperta campagna.

15 Aprile         La possessione S. Bartolomeo, posta sulla strada Portomaggiore -Argenta, è stato completamente distrutta in un bombardamento, il più infernale che abbiamo subito. Dentro la casa si erano rifugiati 13 civili ed oltre 20 soldati tedeschi. Tutti hanno trovato la morte più tragica. Molti altri feriti, i quali sono poi morti nei diversi ospedali: Forlì, Fano, Senigallia, Pesaro, Faenza ecc...

16-17 Aprile    La raffica spietata continua. Il paese arde nella giornata del 17, le scuole, la fabbrica di proprietà del Cav. Buscaroli, la casa Manini, la casa Salvatori, la bellissima e vasta Chiesa, vengono distrutte. Distrutta pure la Sala Parrocchiale, lunga m. 16x8, serviva per uso teatro. Distrutti il più dei bei quadri restaurati nel settembre 1943 dal Profess. Guarini di Ravenna. Distrutta la sacrestia, l'oratorio, l'organo opera del 1764 del Profess. Giovanni Chioncei di Venezia. Anche la grande Casa Canonica è resa inabitabile, tutti i soffitti da rifare. Distrutto il fienile e la stalla del podere. Distrutta anche la casa posta in via Nazionale della proprietà dalla Parrocchia, altre danneggiate. La perizia fatta ha rilevato un danno di 6 milioni

Intervista…

Il paese era vuoto, colpito da pesanti bombardamenti specialmente nella sua parte centrale. Fu il periodo di massima distruzione degli edifici e di perdite umane che furono in tutto circa 40 nel territorio, con il culmine di oltre una decina nel solo fondo San Bartolomeo. Nei pressi di questa località i Tedeschi opposero una forte resistenza.

Gli Inglesi, come rilevano nei loro documenti, non potendo usare i mezzi blindati per la presenza di numerosi canali, avevano subito forti perdite. Fecero allora intervenire l’aviazione che oltre ai civili uccise una ventina di soldati tedeschi e ne ferì molti altri.

 

Diario di Don Nino

18-30 Aprile.   Il 18 Aprile alla ore 11.30 la parte sud-est della Parrocchia viene liberata dalle truppe inglesi dell'ottava armata. Mentre a nord-ovest residui del cadaverico carro tedesco stava resistendo. Il giorno appresso tutta la Parrocchia era invasa dalle truppe di liberazione. Fino alla fine del mese passaggio indiavolato di automezzi dell'esercito alleato. È impossibile il traffico civile, anzi è addirittura proibito, per transitare con i veicoli occorre il permesso del presidio alleato, installato pure a Consandolo.

Intervista…

Dai documenti si rileva che l’avanzata determinante degli Inglesi verso Consandolo si svolse sulla direttrice Filo-Bando-Boccaleone e non attraverso Argenta.

Erano stati bloccati dal fango delle valli gli anfibi cingolati “Fantail”. La mattina del 18 Aprile, l’ottavo battaglione “Argyll” a nord di Boccaleone verso Consandolo incontrò una forte resistenza. Canali e fossati ostacolavano il movimento dei suoi cingolati e dovette sopportare duri scontri. Venne inoltre a trovarsi in difficoltà per la perdita di 4 carri su 5 in breve tempo. L’azione venne fermata e si ricorse alla copertura di cortine fumogene. Fu richiesto l’intervento dell’aviazione che colpì pesantemente. Alle 13 vennero occupate le “Case Bisce”, “Gorgo” e “Braiola”. Alle 15 tutto era pronto per l’attacco a Consandolo.

Due compagnie avanzarono impegnandosi in scontri molto ravvicinati con il nemico, che si difese accanitamente, ma alle 16 la parte est di Consandolo fu occupata. Alla fine di quella giornata, molto sfortunata, il battaglione “Argyll” ebbe 50 morti.

L’occupazione del paese venne completata il giorno dopo, il 19 aprile.

Nello stesso giorno divenne operativo l’uso della statale 16 con l’eliminazione della resistenza operata dai Tedeschi per più giorni in località San Antonio all’entrata nord di Argenta e dopo lo sgombero dalla strada stessa delle macerie che l’avevano ostruita con il bombardamento del 12 aprile.

Con gli ultimi scontri fummo liberi dal pericolo.

Chi poteva pensare 5 anni prima che la guerra sarebbe praticamente finita a Consandolo? La strada statale 16 divenne una lunga, continua colonna di mezzi militari inglesi di ogni genere. Quale differenza con l’esercito avversario che si era ostinato a fare la guerra con le carrette, i cavalli e un esercito … forzatamente multinazionale!

Per snellire il traffico gli Inglesi spianarono con i bulldozer la sommità dell’argine che venne usata come strada di ritorno per gli autocarri vuoti.

In quei giorni avemmo in Consandolo la presenza di soldati inquadrati nell’esercito britannico di varie provenienze: soldati australiani, canadesi, neozelandesi, inglesi, indiani (con grandi turbanti), nepalesi (i famosi Gurca).

Dopo questi avvenimenti fra le prime opere ripristinate a Consandolo vi fu la pista da ballo della antica “Arena”, posta di fronte ai giardini del palazzo Buscaroli.

Dovevano passare molti mesi prima del ripristino delle linee elettriche, ma per la pista si ricorse subito ad un generatore. La gente voleva ballare per dimenticare.

Era arrivato il “Boogie Boogie”, insieme alle sigarette Camel, alle Philip Morris e alla dimenticata cioccolata.

 

Diario di Don Nino

Aprile 1945     Incominciano i movimenti politici. Comunisti e Socialisti s'insediano senza contrasto. Un socialista, dopo due settimane di regno, fa un abbondante donazione (L. 40.000) nella cassa pubblica.

Maggio            S'incomincia tra i ruderi il bel mese: ma i Consandolesi hanno voltato le spalle alla Madonna. S. Rosario alla sera, lettura del fioretto, litanie e benedizione.

Giugno Il mese del Sacro Cuore. Nulla di speciale. Pochissima frequenza alla Chiesa.

Luglio   Viene Cappellano il Rev. Don Arrigo Balboni

Ottobre            7 Ottobre - Festa del Patrono S. Zenone. Due S. Messe, l'ultima cantata. Poche comunioni, moltissimo concorso all'ultima.

8-9 Ottobre     A sera, in piazza, tombole. Il giorno appresso, festa del Crocifisso, la cui immagine è stata distrutta dalla strage della guerra. Due S. Messe, a sera S. Rosario e benedizione. Al pomeriggio in piazza: Cuccagna, gara di football, corsa dei somari e corsa della rane (morte) in carriola.

23 Ottobre       Partono per il Seminario Diocesano tre giovinetti di questa Parrocchia. Sono i primi boccioli di questa abbandonata fungaia. Essi sono: Alberto Guerra di Giulio di anni 12, Tullo Toschi di Rino di anni 11, Gino Ghelfi di Luigi di anni 9. I primi due frequenteranno la prima media, l'ultimo la quinta elementare. Da alcune settimane si fa il catechismo ai bambini della prima comunione, non ancora fatta, causa il passaggio del fronte, poi i lavori estivi.

 

Qui finisce il diario di Don Nino Cinti.