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Consandolo: Caput Sandali, un po’ di storia

 

Insediamenti etruschi o celti sui dossi qui emersi sono solo ipotizzabili, ma consistenti indizi toponomastici e cartografici comprovano la presenza di una postazione romana, che ha probabilmente costituito il primo nucleo abitativo del paese, alla destra e sulla foce di un ramo del Po, staccatosi nel II secolo a.C. a Codrea, che scendeva da Portomaggiore per buttarsi qui nella palude Padusa con un estuario di 1300 metri circa e che in seguito fu chiamato Sandalo dalla tipica imbarcazione a sandalo, dal fondo piatto, idoneo a solcare canali e paludi.

Nei pressi di questo Co di Sandalo o Consandolo confluiva anche la fossa Gaibana, proveniente dalla zona di Ferrara, dove nel sec. VIII d.C. si originò il ramo del Po di Primaro, che dirigendosi a est mantenne la Padusa alla sua destra. Questo nuovo ramo tolse acqua al Sandalo, che si restrinse e nella parte di questo alveo da poco prosciugato, alla sinistra del Sandalo ridotto, nei pressi del suo affluire nell’ormai formato Primaro, sorse il paese alto-medievale di Consandolo, con la chiesa di San Giovanni Evangelista trincerata dietro il forte della Stellata, che presidiava la foce e il passaggio sul Po di Primaro.

Nel X secolo Consandolo era un’arimannia, cioè una comunità di “uomini liberi”, ed attività rurali già si svolgevano nella massa Grasile, attuale Gresolo, che si estendeva nel territorio del Sandalo. Qui la torre romana di scolta nel 1261 fu trasformata nel campanile della chiesa arcipretale, quindi pieve, di San Zenone, attorno a cui si impose un ulteriore centro del paese, quello che ancor oggi permane.

Tra questo e il preesistente borgo medievale, direttamente approdante sul Primaro, nel 1434 Nicolò III d’Este fece costruire la prima delizia estense fuori Ferrara, in un luogo cioè strategicamente importante. Consandolo infatti, fin dal 1200, costituiva con la sua “Fossa di Bosio” il confine tra Ferrara e Ravenna, perciò qui le attività economiche e politiche degli Estensi si svilupparono e il “sontuosissimo” Palazzo, con l’annessa castalderia, prosperò, soprattutto quando nel 1540 divenne possedimento di Renata, moglie di Ercole II d’Este e figlia di Luigi XII re di Francia, che qui poté più liberamente professare il suo proibito credo protestante, diffondendolo anche fra i Consandolesi.

Al momento della devoluzione estense nel 1598, la delizia divenne proprietà dei Rondinelli, Marchesi di Canossa, feudatari a Consandolo anche prima del governo estense e fu demolita nella seconda metà dell’Ottocento, quando già da tempo andava emergendo una classe di latifondisti, per certi versi già imprenditori, come gli Scacerni, proprietari nel ‘700 del palazzo porticato di fronte alla chiesa, di cui fecero all’epoca un centro di lavorazione vinicola, o benefattori, come i Vandini, che sul finire del XVII secolo lasciarono i loro beni al paese. Tra questi benefattori occuparono un posto importante i Salvatori, Alzirdo, sempre prodigo nell’elargire aiuti al paese, e Vincenzo, suo figlio, che nella seconda metà del ‘900 lasciò in eredità i suoi beni a Consandolo.

Nel corso poi dell’Ottocento alcuni agrari costituirono una società per realizzare il drizzagno del Reno del Cavo Spina, che consentì una più ottimale bonifica dei terreni al confine con la provincia di Bologna, città che, con la ferrovia Bologna-Portomaggiore, fu collegata a Consandolo.

La stazione, inaugurata nel 1887, partecipò subito ai traffici commerciali, divenendo una tra le più importanti del percorso, dopo il raccordo nel 1926 con l’Azienda Agricola Buscaroli, fondata nel 1905 da Luigi Buscaroli, precursore in Italia della moderna produzione frutticola. Tonnellate di frutta partivano da qui per tutto il mondo, ponendo le basi di quella frutticoltura che caratterizzò Consandolo nel secondo dopoguerra, tanto che arrivò a contare cinque grandi complessi frigoriferi per la lavorazione e conservazione della frutta..

A fine anni ’30 del Novecento cominciò ad essere operativa la centrale degli impianti di compressione del gas metano, estratto sul posto. La centrale, per la sua importanza, divenne bersaglio di bombardamenti durante la seconda guerra mondiale, ma è tuttora funzionante e fornisce gas per autotrazione.