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- La Delizia ritrovata -

A Consandolo la prima Delizia estense “fuori porta”

 

 

<<Udite: squillano i corni in un limpido mattino d’autunno, il ponte maggiore del castello di Ferrara s’abbassa, sui cavalli bardati d’oro, ondeggianti le teste piumate, con denso stuolo di palafrenieri e valletti, esce la comitiva ducale, per le ampie strade, mettendo nel sole e nell’aria la pompa dei suoi colori, il festoso abbaiare dei cani: cavalca alle cacce di Consandolo e di Mesola, alle pesche di Comacchio, ai convitti, alle musiche, ai festini di Belriguardo, e ci lascia un’immagine gioconda che sparge il grido del vivere signorile e magnifico per tutta l’Europa>> (1)

Questo era il canto di un cronista dell’epoca che descriveva l’uscita dei duchi d’Este dal castello e l’inizio di un tour di divertimenti con tappe in luoghi che lo stesso Ariosto definì ‘zone incantate e stupefacenti dimore’ (2). Infatti, in molte località del ferrarese, gli Estensi avevano costruito bellissime ville e magnifici palazzi e talmente grande era il loro splendore che si conquistarono il nome di ‘delizie Estensi’.

Furono “Paradisi di Delizie” che per primo Nicolò III d’Este, marchese di Ferrara dal 1393 al 1441, decise di far  costruire nel contado.

L’ampia disponibilità di terreno, infatti, oltretutto adatto alla caccia, consentiva la realizzazione di vaste dimore con elaborati giardini, adeguati ad ospitare con magnificenza le corti dei Principi con cui gestire la politica; la presenza del Signore sul territorio, inoltre, permetteva una costante vigilanza su zone strategicamente importanti del Ducato di Ferrara.

Secondo il Frizzi (3), Nicolò III nel 1435 fece edificare la reggia di Belriguardo a Voghiera, acquistando direttamente i terreni, e nel 1436 (i documenti però retrodatano l’inizio dei lavori al 1434) volle la costruzione del palazzo di Consandolo, affidando entrambe le fabbriche a Bartolomeo Pendaglia, figlio del fu Gabriele della contrada di San Romano, suo fattore generale, che possedeva già a Consandolo più case e un cortile, nella cui area si doveva erigere il Palazzo.

Fra le ragioni che possono aver motivato Nicolò III a scegliere Consandolo quale luogo ottimale per la costruzione di questo primo Palazzo fuori Ferrara, si evidenzia anzitutto la posizione del paese, che sorge proprio alla confluenza del Sandalo, proveniente da Voghiera, col Po di Primaro, importantissima via fluviale di accesso a Ferrara dal mare e da Ravenna.

A Consandolo, che contava 538 anime al registro del boccatico del 1431(4), vi era la dogana, ancora ben evidente in una cartina del 1735(5).

Il sito della dogana,  localizzato sovrapponendo le antiche mappe catastali alla fotografia satellitare di Consandolo, è attualmente posizionato tra via del Bosco, contigua all’area del distributore di metano, e Via Scabbia, ma non resta oggi nessuna costruzione.

A Consandolo vi era anche un importante porto, in cui nel 1395 si svolse una feroce battaglia, quando le forze del dodicenne Nicolò, incrementate dai Veneziani e dai Faentini, fermarono il cugino Azzo, che aveva arruolato ottomila villani di Portomaggiore per scalzare Nicolò (6).

L’evidenza strategica di Consandolo appare dunque piuttosto rilevante, ma il palazzo non esiste più, per cui risultano fondamentali i documenti che ne attestino sia l’importanza che la struttura stessa.