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- La Delizia ritrovata -

Le planimetrie della Delizia nel Catasto Gregoriano

 

 

Dopo il catasto Napoleonico fu fatto il catasto Gregoriano. É stato il primo catasto generale geometrico particellare dello Stato pontificio: fu promosso da Pio VII nel 1816, nell'ambito di una complessiva riorganizzazione amministrativa dello Stato, e prese il nome di Gregoriano perché attivato da Gregorio XVI (1831-1846) nel 1835.

Le piantine catastali permettono di identificare la particella catastale risalente al 1816 - 1835. Le mappe, più precise rispetto a quelle del catasto Carafa, ci permettono di notare particolari non visibili nelle precedenti cartine.

Nel complesso della Delizia estense di Consandolo gli edifici sono gli stessi identificati nelle piante precedenti (fig.6).

Sul lato ovest si nota la mancanza di un tratto centrale del lungo edificio (castalderia), ma è ancora visibile il confine della particella che lo conteneva. Sempre sullo stesso lato, sulla sinistra, nella parte prossimale ai giardini, si nota una piccola costruzione quadrata [particella 1992]: è un forno ancora oggi perfettamente conservato (fig. 7). La datazione e l’attribuzione di questo manufatto al complesso della Delizia non è ancora confermata ed è in fase di studio, ma l’esistenza di una “paneteria” tra gli ambienti adibiti ai servizi vari (10) fa supporre la presenza anche di un forno che avesse le capacità  di soddisfare le esigenze proprie di una Corte.

Sul lato est, in corrispondenza dell’edificio a V, è confermata la mancanza di una parte delle scuderie; si nota ancora un breve tratto che forma un leggero angolo rispetto al primo e che idealmente proseguiva sulla sua linea di confine verso il giardino.

 Ben visibile a destra il palazzo Bergamini.

Il palazzo ducale non è stato disegnato come un edificio perfettamente rettangolare ma, come aveva già evidenziato la mappa del catasto Napoleonico, compariva sulla destra un’appendice con pianta trapezoidale.

Lo spigolo esterno dell’appendice si avvicinava a quello formato dalle scuderie lasciando una strettoia che permetteva il passaggio tra le due corti. Oggi nelle vicinanze di quel punto c’è un cippo di marmo, forse appartenete alla Delizia, messo in quella posizione in tempi recenti per impedire il passaggio delle automobili, ma involontariamente anche ad indicare una posizione particolare del palazzo ducale; dallo stesso punto parte un corridoio, disegnato con una linea lungo le scuderie, che molto probabilmente portava ad un’uscita sulla Strada pubblica e che ancora oggi conduce sulla via Provinciale.

Sulla stessa via Provinciale è probabile che vi fosse un accesso alla Delizia in corrispondenza del cortile di palazzo Bergamini; quando i cavalieri o le carrozze arrivavano via terra, entrati nel cortile interno e ricoverati i cavalli, gli ospiti potevano passare nella corte attraverso le scuderie.

    Un’analisi topografica sul terreno ha portato alla conclusione che tutto il lato delle scuderie, che si affacciava all’interno della Delizia, aveva un porticato che è stato successivamente inglobato nell’edificio ancora oggi in parte esistente.

 Fig. 6: Catasto Gregoriano: il palazzo Ducale

e gli altri edifici della Delizia

Fig. 7: Forno presso il borgo Corte