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- La Delizia ritrovata -

L’ingresso principale

 

 

Un’entrata alla Delizia estense, visibile sia nel catasto Carafa, sia nel Napoleonico e sia nel Gregoriano, era quella che, dall’argine del Po di Primaro, passava di fianco alla castalderia.  Ancora oggi esiste una piccola strada che, costeggiando la scuola materna, prosegue verso il vicino rione, non a caso chiamato Corte. È scomparsa invece ogni traccia del tratto che risaliva l’argine, che al tempo degli Estensi, era più basso rispetto all’attuale e quindi con inclinazione   più dolce rispetto a quella che potremmo immaginare ora. Da quell’entrata, piuttosto laterale rispetto alla linea mediana della Delizia, passavano quasi certamente gli approvvigionamenti.

Dalle mappe non è evidente la probabile entrata principale, quella usata dalla stessa Corte e dagli ospiti illustri quando, provenienti da Ferrara navigando sul Po di Primaro, arrivati a Consandolo, attraccavano il Bucintoro all’approdo e, dopo aver attraversato l’argine, scendevano verso la Delizia. A demarcare il declivio nel punto frontale al palazzo resta ora una piccola gradinata ricavata nel terrapieno del fianco, relativamente recente, ma forse posizionata su vestigia più antiche.

Se cerchiamo una similitudine con la Delizia del Belriguardo dobbiamo immaginare l’entrata principale sulla linea mediana del complesso, quella che coincideva con il viale del grande giardino estense, oggi riconoscibile nel tratto verso l’argine di via Bergamini Roda; questa linea, idealmente, attraversava il cancello all’entrata, ai piedi dell’argine, poi proseguiva attraversando l’arco centrale del palazzo ducale e arrivava ai giardini, dove continuava come viale alberato fino ai confini della località Mensa (fig. 8).  

Fig. 8: Catasto Gregoriano (1835):

particolare della Delizia estense

di Consandolo