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- La Delizia ritrovata -

L’edificio del Conventone

 

 

Uno di questi edifici, ancora oggi esistente e ascrivibile almeno al secolo XIV è certamente il Conventone, antica e signorile costruzione che nel tempo ha subito numerose ristrutturazioni,  causando la perdita o la copertura dei segni architettonici e artistici che ne tratteggiavano la storia.

Molto probabilmente fu una delle proprietà degli Estensi in cui, secondo la leggenda popolare, si incontravano segretamente Ugo, figlio di Nicolò III, e Parisina, sua giovanissima moglie (8). Per questo amore proibito entrambi furono fatti decapitare dal Marchese nel 1425 (20). La tradizione confermerebbe così l’anteriorità di questo palazzo rispetto al piano di costruzione della Delizia voluta dallo stesso Nicolò III e commissionata nel 1434.

Il Malagù ha considerato il Conventone l’edificio più probabile per l’identificazione della Delizia di Consandolo (8), ma non ha riconosciuto la sua reale collocazione, su cui non vi sono dubbi, associandolo ad un altro edificio, posto dietro la locanda Zimira (attuale via Provinciale, 1), del quale nel 1925 si vedevano ancora alcuni ruderi sormontati dallo stemma estense e la base cordonata in marmo. Una base in marmo è ancora visibile dietro la casa che ospitava la locanda.

 Anche se il periodo storico del Conventone abbraccia quello del palazzo ducale, non coincide sia il momento della costruzione sia l’architettura; la struttura tipica delle Delizie estensi, oltre ad essere di una certa dimensione, era progettata per garantire la sicurezza del Duca e della Corte ducale.

Pensando alle Delizie di Belriguardo, Benvignante, Copparo, Verginese, Mesola e confrontandole con il Conventone queste differenze sono ben evidenti.

Non è noto quando questo contrastato edificio si sia trasformato in convento, certo che rimase un convento per monache fino agli inizi del Novecento e il nome evidenzia questa sua funzione. Lo attestava pure una piccola cappella distrutta sul finire degli anni ’50; essa era unita all’edificio con fronte in via Provinciale e conteneva un gruppo scultoreo raffigurante la deposizione di Cristo, probabilmente del XVI o XVII secolo e molto simile a quella conservata a S. Petronio a Bologna.