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- La Delizia ritrovata -

I contratti di costruzione

Il Fornaciaio: tipologia dell’edificio

 

 

Si sono fortunatamente preservati i contratti di costruzione (7), tutti avvenuti nella Fattoria Generale di Ferrara, davanti al notaio Dulcino Dulcini.

Il primo, datato 7 febbraio 1434, è la commissione d’ordine del materiale a Bernabò da Macaruffi di Argenta, fornaciaio della fornace e dell’opificio di San Biagio.

Il Macaruffi impegnava sé e i suoi eredi ad inviare, con l’ausilio di grosse barche lungo il Po di Primaro, a sue spese, ma senza pagare il dazio, la seguente lista di materiale edilizio, tutto di prima scelta e ben stagionato: 400 moggia di calce sulla base dello staio di Ferrara (1 moggio = 622Kgca), pari a circa 250 tonnellate, a 21 soldi marchesini la moggia, 300.000 mattoni comuni di fattura ferrarese, al prezzo di 2 lire e 4 soldi marchesini per migliaio di mattoni, coppi in quantità necessaria per l’opera, a 2 lire e 15 soldi per ogni migliaio, ed inoltre coppi grandi, tegole per aerazione e tavelle.

Il Macaruffi doveva anche rifornire Pendaglia di mattoni grandi e lunghi in quantità sufficiente a selciare la loggia, le camere e le guardacamere, come pure mattoni grossi da intaglio, necessari sia per le volte che per gli archivolti della loggia, delle porte e delle finestre.

Le diverse varietà di laterizio erano allo stesso prezzo dei mattoni comuni e tutti i prodotti lavorati dovevano essere contati e misurati sulle navi al porto di Consandolo a spese del Macaruffi, ma lo stesso Pendaglia era tenuto a far scaricare a sue spese sia i prodotti che la calce.

Anche da questo primo documento si possono ricavare dati di un certo rilievo sulla committenza, sulla datazione e sulla tipologia dell’edificio.

Anzitutto appare chiaro che Pendaglia non solo era il contraente, ma anche il proprietario a Consandolo di più case, donategli dal Marchese (3), e del cortile su cui si doveva costruire il palazzo, che però da un documento del 1441 risulta già essere alle dirette dipendenze della Camera Ducale.

Inoltre il contratto di inizio del 1434 induce a ipotizzare che il proposito di costruzione potesse risalire anche all’anno precedente, in quanto la precisione con cui si fa riferimento alla loggia e alla forma di porte e finestre sembra rapportarsi ad un progetto architettonico già piuttosto definito.

L’edificio, pianificato interamente in mattoni e calce, era un’innovazione per i tempi, proprio in quegli anni infatti si cominciava a costruire in muratura, poiché in precedenza le strutture, o almeno la maggior parte di esse, erano in legno e gli ingegneri erano maestri falegnami.