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- La Delizia ritrovata -

Il Catasto Carafa

 

 

Nel 2005 il Consorzio di Bonifica 1° circondario Polesine di Ferrara e il Consorzio di Bonifica 2° circondario Polesine di San Giorgio hanno realizzato la digitalizzazione del “Catasto Carafa”, 92 registri in cui sono dettagliatamente descritti ed abilmente disegnati elenchi, cartografie, podesterie, guardie e ville del territorio ferrarese del XVIII secolo.

Il catasto fu compilato nel 1779 da esperti agrimensori che eseguirono le misurazioni e la classificazione dei terreni tassabili dei tre comprensori del Polesine di Ferrara, di San Giorgio e della Transpadana veneta (21).

Conservato presso gli archivi dei Consorzi di Bonifica di Ferrara, esso consente di ricostruire l’economia del territorio con le caratteristiche riproduttive dei terreni e delle colture praticate, di studiare il tracciato delle vie di comunicazione, sia d’acqua che di terra, ed infine di individuare costruzioni allora esistenti ed oggi scomparse.

Allo scopo di preservare questa preziosa documentazione da danni irreparabili e di consentirne una più ampia diffusione, i due Consorzi hanno deciso di digitalizzare l’intera documentazione, in loro possesso, del “Catasto Carafa”.

La storia di questo catasto ha avuto inizio il 15 dicembre 1777, quando papa Pio VI pubblicò l’Editto che ordinava una “generale allibrazione o universale catasto di tutto il terratico”, (22) che si doveva svolgere mediante dichiarazioni giurate da parte dei singoli proprietari di poderi o di case, in altre parole un’autocertificazione sulle dimensioni di immobili, terreni e sul tipo di coltivazione.

Al cardinale Francesco Carafa fu affidato il compito di affrontare le necessarie riforme in materia di imposizione fondiaria comprendenti le tasse di scolo e quelle per i lavori pubblici di bonifica nel territorio di Ferrara, da qui il nome “Catasto Carafa”.

Per il territorio di Argenta, che comprendeva una comunità importante e territorialmente vasta,  esiste un campione di terreni di tipo particellare e di mappe raccolte in due volumi. Questo campione è datato 1775, con i dati catastali riferiti al 1770 (22), ossia a nove anni prima che Carafa ordinasse il nuovo estimo dei terreni. La classificazione dei terreni è quella tradizionale del territorio ferrarese e risponde alle esigenze fiscali: gli appezzamenti sono distinti in prativi, boschivi, pascolivi, sabbionivi, vallivi, seminativi, casamentivi, ortivi.