Indietro

Homepage

- La Delizia ritrovata -

I pittori: decorazioni pittoresche nelle camere

 

 

In seguito avvenne la dipintura del palazzo, che alla fine del 1437 dovette essere già conclusa, perché al 25 gennaio 1438 si data la ricevuta di pagamento (7), sempre stilata dal notaio Dulcini, in cui risultavano essere risarciti, per lavori già precedentemente terminati nel palazzo di Pendaglia a Consandolo, i pittori Maestri Iacobo Sagramoro fu Bartolomeo della contrada di S. Maria delle Bocche, Nicolao Panizato fu Bartolomeo della contrada di S. Gregorio e Simone figlio del fu Maestro Paolo della contrada di S. Paolo, che ricevettero per la loro prestazione 245 lire, 10 soldi e sei denari marchesini.

  Anche Maestro Andrea da Vicenza, pittore figlio del fu Gerardo pittore, della contrada di S. Gregorio, venne pagato 166 lire , 7 soldi e 6 denari marchesini per lavori al palazzo, con ricevuta individuale il 15 febbraio dello stesso anno.

Questi maestri si occupavano di tutto, dall’imbiancatura delle pareti, alla suddinpintura dei soffitti e dei mobili, alla pittura artistica; in seguito si affermeranno realizzando importanti opere al palazzo ducale a Ferrara e al Belriguardo. Ad esempio il maestro Andrea da Vicenza, conosciuto come Andrea Costa, figlio di Gerardo, pittore già stabilitosi a Ferrara, e padre del ben più noto Gerardo Costa, dipingerà gli stendardi e i costumi araldici per l’investitura di Borso a Duca e sarà persino supervisore alla pittura del palazzo ducale.

     A Consandolo, oltre ad alcuni mobili come i cofani, dipinsero in colori e oro ogni cassettone, listello e cornice di soffitti, solai, loggia compresa, porte e finestre.

  Si occuparono anche della pittura di “figure”, sempre a colori e oro che Pendaglia stesso si era procurato nelle Venezie.

  Una di queste figure dipinte era nella camera del Signore al piano terra e raffigurava la Madonna in colori e oro ed un’altra, nella camera ducale al primo piano, rappresentava una Madonna con Bambino circondata da ghirlande di foglie in oro (10); il dipinto doveva essere di un certo pregio, poiché è menzionato in documenti sia del 1458 che del 1470.

  Le pitture qui furono sempre oggetto di attenzione: infatti per ridipingere 90 cantinelle nel 1502, in occasione del matrimonio di Alfonso I con Lucrezia Borgia, furono chiamati Bernardino e Fino Marsigli, ben noti fratelli pittori, che a Ferrara lavorarono nel castello, nelle più prestigiose dimore e in molte chiese.   Per questo lavoro essi furono liquidati solo nel 1504 con 3 lire marchesine (7).

  A Consandolo vi lavorò inoltre Girolamo da Carpi per richiesta di Renata di Francia e vi prestò opera anche Matteo Serrati, monaco e miniatore di libri corali (8).