Indietro

Homepage

- La Delizia ritrovata -

I marmi della Delizia

 

 

La bellezza delle Delizie estensi è nota anche per le colonne e i capitelli di marmo che si trovavano lungo i porticati dei palazzi e nelle sale interne. Una nota spese del 5 maggio 1467 riporta l’acquisto di marmi per il palazzo, forniti da Antonio de Greguoro e pagati più di 40 Lire. Nell’ottobre dello stesso anno furono fatte fare anche 13 colonne, presumibilmente di marmo, e per la sola manifattura pagate 39 Lire (7).

E’ di rilievo notare che Antonio de Greguoro era uno dei più quotati marmisti e scultori di Ferrara e proprio a questo maestro si deve gran parte dei manufatti marmorei del Castello, dei palazzi e delle chiese nell’ultimo ventennio del XV secolo.

Di tutti quei raffinati marmi resta ora il capitello di marmo rosa conservato su una colonna nell’atrio della canonica del paese (8); con ogni probabilità è da riferirsi alla Delizia anche un resto di colonna situata nel giardino di palazzo Buscaroli.

Questa colonna è in marmo rosa di Verona, mentre il capitello, a quattro foglie d’acanto che sorreggono quattro volute, è in marmo bianco di Carrara, dimostrando un’accurata ricerca di policromia di sicuro effetto decorativo; va anche sottolineato che il marmo di Carrara era ancora una rarità in questa parte d’Italia (10).

Durante lo scavo del Cavo Spina o “Caospino” sono poi stati ritrovati un basamento marmoreo e un frammento di colonna ad intaglio esagonale, che, dato il pregio del materiale e la fattura ricercata, possono anch’essi pertinere alla Delizia.

Anche i fittoni in marmo rosa di Verona che circondano il sagrato della chiesa provengono probabilmente dalla Delizia, dove servivano da ornamento lungo i viali o ai lati degli ingressi. Sono infatti stati posti davanti alla chiesa nel Novecento, perché una foto di fine ‘800 dimostra che prima non c’erano e testimonianze orali li ricordano accatastati nel giardino Buscaroli.