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-  Salvatori - Cenni di vita -

 

STATUTO ORGANICO

della "FONDAZIONE SALVATORI" in Consandolo (Argenta)

CAPO I

 

ORIGINE, SCOPI E MEZZI

 

Art.l) E’ costituito con sede in Consandolo (Provincia di Ferrara) un ente pubblico di beneficenza, denominato "Fondazione Salvatori".

Esso è stato creato dall'Avv. Vincenzo Salvatori fu Alzirdo con rogito del notaio Filati di Bologna 24 maggio 1938 rep.n.13807 ed incrementato con donazione d'immobili fatta dallo stesso Avv. Salvatori con successivo rogito Pilati 14 ottobre 1948 rep.n. 22035.

Esso è eretto in ente morale con lo stesso decreto che approva il presente statuto.

 

Art.2) Lo scopo della Fondazione consiste:

1) nella istituzione e nel perpetuo funzionamento in Consandolo di un ricovero o casa di riposo per vecchi e vecchie poveri, intitolato in perpetuo al nome del N.U. Cav. Alzirdo Salvatori.

2) nella istituzione e nel funzionamento di un asilo infantile per bambini e bambine poveri della parrocchia di Consandolo, con annessa scuola di avviamento al lavoro per fanciulle.

 

Art.3) II patrimonio iniziale della Fondazione è costituito: a) dalla parte d'immobile detto "Palazzo" sito in Consandolo di Argenta; descritta nel rogito Filati del 14 ottobre 1948

e della quale sono destinati: la ex. villa Salvatori; foglio 68 mapp. 117 del catasto urbano del Comune di Argenta, a sede del ricovero;

== lo stabile foglio 68 mapp. 118 a sede dell'Asilo e scuola d'avviamento al lavoro;

== il fabbricato foglio 68 mapp.116 ai servizi occorrenti per le due istituzioni;

b) dai titoli donati col rogito Pilati del 24 maggio 1938;

 

Art.4) La Fondazione provvede all'attuazione dei suoi scopi con le rendite del patrimonio, con le rette dei ricoverati e dei bambini ammessi all'asilo a pagamento, con contributi delle fanciulle ammesse alla scuola di avviamento al lavoro, con la quota dei proventi dei lavori dei ricoverati, con i proventi della scuola d'avviamento e con ogni altro introito non destinato ad aumentare il patrimonio.

 

CAPO II

 

NORME DI FUNZIONAMENTO DEL RICOVERO

 

quelli non accolti gratuitamente Art.5) Sono ammessi gratuitamente al ricovero o casa di riposo "N.U.Cv. Alzirdo Salvatori" dove riceveranno alloggio, vitto, vestimento ed assistenza, i vecchi e le vecchie di oltre 65 (sessantacinque) anni di età, inabili al lavoro a sensi dell'art. 2 del D.L. 19 Novembre 1889 n. 6535, aventi domicilio e residenza nella parrocchia di Consandolo da almeno dieci anni, che ivi abbiano il domicilio di soccorso, che risultino poveri a sensi di legge e non abbiano parenti tenuti a provvedere ad essi ed in grado di farlo. Sono esclusi dal ricovero gli affetti da malattie contagiose, diffusibili o mentali. Qualora i locali ed i mezzi del ricovero siano esuberanti per i soli vecchi di Consandolo, possono essere ammessi anche vecchi, aventi tutti i su indicati requisiti, ma residenti nelle parrocchie di Boccaleone e di Ospitai Monacale.

Possono essere ammessi nel ricovero anche gli invalidi a lavoro proficuo i quali, essendo sprovvisti di altri mezzi, abbiano conseguito una pensione d’invalidità dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, purché versino all’Ente una somma pari ai 2/3 della pensione, salvo in ogni caso a non eccedersi la misura della retta stabilita per i ricoverati abbienti. Entro il limite dei posti disponibili possono essere ricoverati, a pagamento, anche inabili non aventi titolo al ricovero gratuito.

 

Art.6) I vecchi poveri che siano desiderosi di rimanere in famiglia possono essere sussidiati a domicilio, purché si trovino in condizioni di estremo bisogno, e sono di preferenza sovvenuti con vettovaglie ed indumenti in natura, affinché con questo e con altri accorgimenti sia assicurato, per quanto possibile, che i soccorsi andranno effettivamente a prò della persona che si vuol beneficiare.

 Art.7) Le norme pel ricovero degli inabili e le garanzie per il pagamento della retta di sono determinate nel regolamento. Le misure delle rette a carico di pubbliche amministrazioni è deliberata dal Consiglio di Amministrazione ed approvata dal Prefetto.

 

Art.8) II numero dei posti gratuito è stabilito dal Consiglio di Amministrazione in rapporto coi mezzi disponibili. Nel caso d'insufficienza dei posti gratuiti, sono preferibili gli inabili in più grande miseria ed in maggior abbandono, salve le preferenze stabilite dalla legge a favore degli invalidi e mutilati di guerra, nonché gli appartenenti a famiglie numerose.

 

Art.9) Qualora risulti che una persona sia stata ricoverata a titolo gratuito indebitamente o per avere congiunti tenuti a provvedere alla sua sorte ed in grado di farlo o per altra

causa, l'Amministrazione deve ripetere da chi di diritto il pagamento delle rette.

 

Art.10) I ricoverati gratuiti sono dimessi qualora cessi la necessità per loro di essere a carico della pubblica Beneficenza, essi e anche quelli a pagamento possono essere dimessi

per cattiva condotta od altro motivo di incompatibilità, secondo sarà precisato nel regolamento.

 

Art.ll) II vitto ed il trattamento dei ricoverati deve essere sano e sufficiente, ma semplice e con esclusione di ogni superfluità.

E’ vietata ogni diversità di trattamento fra ricoverati gratuiti, semigratuiti o a pagamento.

 

Art.12) I vecchi ammessi al ricovero devono essere occupati, bene inteso in lavori adatti alla loro età, stato fisico ed intellettuale e particolari attitudini, secondo le norme fissate nel regolamento. Solo l'assoluta impossibilità li esonererà dall’obbligo di un lavoro che dia loro la sensazione di essere utili alla società ed a sé medesimi;

II prodotto dei lavori resta a profitto della Fondazione, tuttavia il Consiglio di Amministrazione può rilasciare a beneficio dei vecchi non più di metà del provento dei lavori da essi eseguiti.

 

Art.13) Quando un ricoverato pel quale sussista il bisogno della pubblica assistenza abbandoni volontariamente l'istituto o ne sia comunque dimesso, devesi informarne l'Ente Comunale di assistenza di appartenenza e la Società di patronato che eserciti nel Comune medesimo l'opera propria a favore degli inabili al lavoro.

 

Art.14) II regolamento interno determina la disciplina del personale addetto. Il ricovero e quella dei ricoverati, nonché le norme per il buon andamento di tutti i servizi.

 

CAPO III

 

NORME DI FUNZIONAMENTO DELL'ASILO INFANTILE

 

Art.15) L'asilo con le preferenze prescritte dalle leggi, accoglie e custodisce gratuitamente nei giorni feriali i bambini poveri di ambo i sessi della parrocchia di Consandolo di età dai tre ai sei anni, provvedendo ai primi fondamenti della loro educazione fisica, morale ed intellettuale.

Possono anche essere ammessi bimbi non poveri a senso di legge, sempre delle parrocchia di Consandolo od anche quelli i cui genitori pur non risiedendo nella parrocchia, siano occupati in Consandolo, verso il pagamento di una retta da stabilirsi dal Consiglio di amministrazione.

Sono ammessi altresì, in via sussidiaria e per i posti disponibili, residenti nelle vicine Parrocchie di Boccaleone e Benvignante.

 

Art.16) Non sono accolti i bambini non vaccinati o che non abbiano già sofferto il vaiuolo e quelli affetti da malattie contagiose e ripugnanti.

 

Art.17) I bambini non possono rimanere nell'asilo oltre il principio dell'anno scolastico in cui sono obbligati, per ragione di età, a ricevere l'istruzione elementare.

 

Art.18) Ai bimbi è fornita la refezione quotidiana oltre ad una sopravveste uniforme; sempreché mezzi dell'istituzione consentano l'una cosa o l'altra.

 

Art.19) E’ vietata ogni diversità di trattamento fra i bambini accolti gratuitamente od a pagamento.

 

Art.20) Il regolamento determina la disciplina del personale addetto all'asilo, l'orario e le modalità di funzionamento di esso, nonché le norme per l'andamento di tutti i servizi.

 

CAPO IV

 

NORME DI FUNZIONAMENTO DELLA SCUOLA DI AVVIAMENTO AL LAVORO

 

Art.21) Quando la disponibilità di locali e di mezzi lo consente annessa all'asilo e nello stesso fabbricato di sua sede, funziona una scuola femminile di avviamento al lavoro, alla

quale sono ammesse fanciulle dai 12 ai 16 anni, residenti nella parrocchia di Consandolo,  o in via sussidiaria e per i posti disponibili, residenti nelle vicine Parrocchie di Boccaleone, Benvignante, Ripapersico e Ospitai Monacale.

 

Art.22) Le fanciulle ammesse alla scuola devono essere di sana costituzione, essere state sottoposte alle vaccinazioni prescritte dalle leggi sanitarie e scolastiche salvo le esenzioni stabilite dalle leggi stesse ed essere immuni da malattie contagiose o ripugnanti.

 

Art.23) Esse versano un contributo mensile per l'uso delle macchine, attrezzi, locali, illuminazione, riscaldamento etc. e per 1'insegnamento, salvo che ne vengano esonerate per comprovata povertà dal Consiglio di Amministrazione.

 

Art.24) Nella scuola, l'insegnamento comprende oltre che lavori di cucito, ricamo, guanteria, pelletteria, calzoleria (lavoro da orlatrice) disegno e pittura decorativi ed altri rami artigiani, anche lavori agricoli, di giardinaggio, allevamento di animali, da cortile ed altro, secondo stabilito dal regolamento.

 

Art.25) Il provento dei lavori della scuola va a profitto della Fondazione.

 

Art.26) Il regolamento interno determina il periodo annuo di funzionamento e l'orario della scuola, i lavori che vi si compiono, la disciplina del personale addetto e delle scolare, nonché tutte le norme occorrenti per il buon andamento dei vari servizi.

 

CAPO V

 

AMMINISTRAZIONE DELLA FONDAZIONE

 

Sezione I° = Del Consiglio di Amministrazione

 

Art.27) La Fondazione è retta da un Consiglio di Amministrazione composto di 5 membri e cioè:

1) un membro nominato dal Prefetto di Ferrara, anche in rappresentanza del Provveditore agli studi e sentito il medesimo;

2) un membro nominato dall'Arcivescovo di Ravenna;

3) un membro nominato dal Consiglio Comunale di Argenta;

4) un membro nominato dal Medico Provinciale di Ferrara;

5) Un membro nominato dal Presidente dell'Ente Comunale di Assistenza di Argenta.

I detti membri saranno di preferenza scelti fra persone residenti a Consandolo e vicinanze, dureranno in carica quattro anni e non potranno essere confermati in carica per più di una volta senza interruzione. Essi nomineranno nel loro seno il presidente ed il vice presidente, nonché il segretario economo.

 

Art.28) I membri non di diritto del Consiglio di amministrazione che senza giustificato motivo non intervengono a tre sedute consecutive, decadono dalla carica. La decadenza è pronunciata dal Consiglio e il Prefetto la può promuovere. Le funzioni di tutti i cinque membri del Consiglio sono gratuite.

Sezione 2° = Delle adunanze ed attribuzioni del Consiglio di amministrazione.

 

Art.29) Il Consiglio di Amministrazione deve riunirsi in seduta ordinaria  due volte l'anno nei mesi di maggio e d'ottobre ed in ogni caso nelle epoche stabilite dalla legge per l'approvazione del conto consuntivo, del bilancio preventivo e delle eventuali variazioni di questo a termini dell'art. 6 del R.D. 30.12.23 n. 2841 e 1 del R.D. 20.2.27 n. 257.

Le adunanze straordinarie hanno luogo ogni qualvolta lo richiedono motivi di urgenza, sia per iniziativa del Presidente sia per domanda scritta e motivata di almeno tre membri del Consiglio, sia per disposizione dell'autorità governativa.

Le adunanze ordinarie e straordinarie sono convocate dal Presidente, con invito contenente l'indicazione degli  oggetti all'ordine del giorno, portato a conoscenza dei componenti del Consiglio nei modi e nei termini prescritti del Regolamento.

 

Art.30) Le adunanze del Consiglio hanno luogo di regola nella sede della Fondazione. Quando per eccezionali ragioni, la con Vocazione debba avvenire in altro luogo, di questo il Presidente da indicazione nell'invito di cui all'ultimo comma dell'art. precedente.

 

Art.31) Le deliberazioni del Consiglio di Amministrazione, devono essere prese con 1'intervento di almeno tre componenti ed a maggioranza assoluta degli intervenuti sotto pena di insanabile nullità.

Le votazioni si fanno per appello nominale od a voti segreti; si fanno sempre a voti segreti quando si tratta di delibere riguardanti persone.

Per la validità delle adunanze non è computato chi, avendovi interesse, non può prendere parte alla deliberazione.

 

Art.32) I verbali delle adunanze sono redatti dal segretario e sono firmati da tutti gli intervenuti.

Quando taluno di essi si allontani o ricusi, o non possa firmare, ne è fatta mensione.

 

Art.33) Il Consiglio provvede all'amministrazione dell'Ente ed al suo regolare funzionamento, forma i regolamenti di amministrazione, di servizio interno e del personale, promuove quando occorra e nei limiti dello stretto indispensabile, modificazione dello Statuto, nomina, sospende e licenza 'gli impiegati e i salariati, delibera in genere su tutti gli affari che interessano la Fondazione.

Sezione III = Attribuzioni del Presidente

 

Art.34) Il Presidente del Consiglio di Amministrazione rappresenta anche in giudizio la Fondazione, firma tutti gli atti ad essa inerenti, cura l'esecuzione delle deliberazioni del Consiglio, sospende per gravi motivi gli impiegati e i salariati e prende in caso d'urgenza tutti i provvedimenti reclamati dal bisogno, salvo a riferirne al Consiglio di Amministrazione in adunanza da convocarsi entro breve termine.

In caso di assenza od impedimento del Presidente, ne fa le veci il Vice Presidente, in difetto anche di questo, il Consigliere più anziano di nomina.

Sezione IV = Norme generali di amministrazione

 

Art.35) Il servizio di esazione e di cassa funziona sotto la responsabilità del consigliere di amministrazione a ciò deputato, è fatto di regola dall'esattore comunale, nel caso che la Fondazione venga autorizzata ad avere un tesoriere proprio, non gli si può conferire un compenso superiore a quello che sarebbe spettato all'Esattore comunale. Il Tesoriere è tenuto a prestare cauzione da approvarsi a termine di legge.

 

Art.36) Il Consiglio di amministrazione delega ai suoi membri il compito di vigilare ciascuno ad una delle varie opere attuate, controllandone il retto funzionamento e la stretta osservanza delle norme regolamentari.

 

Art.37) I mandati di pagamento non costituiscono titolo legale di scarico per il tesoriere se non sono muniti della firma del Presidente, di quella del componente del Consiglio di Amministrazione che sovraintende al servizio cui si riferisce il mandato e, in difetto, del componente anziano, e di quella del segretario.

 

Art.38) In conformità della precisa volontà del fondatore, tanto il ricovero quanto l'asilo e la scuola sono affidati a suore di un adatto ordine religioso si che venga escluso o quantomeno ridotto al minimo il ricorso all'assunzione di altri impiegati e salariati , sia per le mansioni di assistenza ai ricoverati, ai bimbi dell'asilo e alle fanciulle della scuola, sia per l'insegnamento nell'asilo e nella scuola, sia per i servizi di cucina, infermeria, pulizia, ecc.

La scelta sia dell'ordine religioso al quale debbono appartenere le suore da adibirsi ai servizi della Fondazione, sia delle suore da destinarsi ai servizi stessi o che devono di regola essere distintamente assegnate al ricovero o all'asilo o alla scuola, spetta al Consiglio di Amministrazione, sentito previamente il parere dell'Ordinario dell'Archidiocesi di Ravenna, e del Provveditore agli studi di Ferrara per quanto di sua competenza.

 

Art.39) Il regolamento amministrativo svolgendo in ogni particolare le disposizioni contenute nel presente statuto determina le norme per la convocazione del Consiglio, le attribuzioni e gli uffici di ciascuno membro di esso, le prescrizioni per la tenuta dei conti dei registri e dell'archivio, i titoli richiesti per la scelta del personale dell'opera e tutto quanto importa per il regolare andamento dell'amministrazione, e per il governo della Fondazione e delle varie istituzioni dipendenti.

 

Art.40) L'Amministrazione della Fondazione cura al massimo la buona conservazione e manutenzione e possibilmente l'abbellimento, dei fabbricati in cui essa e le istituzioni dipendenti hanno sede, nonché del terreno annesso destinato parte a prato per i bimbi dell'asilo, parte a giardino per i ricoverati.

 

Art.41) L'amministrazione cura inoltre con saggezza e costante diligenza la conservazione e l'incremento del patrimonio della Fondazione, destinandovi ogni eccedenza delle entrate sulle spese, che devono essere contenute nei limiti strettamente necessari.

Sono, innanzi tutto, investite tali eccedenze ed i lasciti in denaro, nei miglioramenti ed impianti agrari, macchinari, attrezzature, bestiame ecc. cui poderi della Fondazione, onde si trovino in perfetta efficienza produttiva.

Tutti gli investimenti sono deliberati dal consiglio di amministrazione ed approvati dall'autorità di tutela se richiesto.

 

Art.42) Ogni membro del Consiglio di Amministrazione ha diritto di visitare il ricovero, l'asilo e la scuola ogni volta che lo crede opportuno per assicurarsi che tutto vi proceda regolarmente.

 

Art.43) I modi di nomina, la pianta organica, i diritti, i doveri, le attribuzioni e le mansioni del personale dipendente della Fondazione sono fissati nel regolamento organico..

Per quanto riguarda i titoli d'idoneità e  le qualità del personale religioso ed eventualmente laico dirigente ed insegnante, il metodo d’insegnamento e la disciplina, sempre con osservanza delle disposizioni delle leggi e dei regolanti a ciò relativi si tengono presenti le direttive dell'autorità religiosa per la parte di sua competenza.

 

Art.44) Sono pure materia di disposizioni regolamentari:

A= i termini e le forme per la presentazione delle domande di ammissione dei ricoverandi, dei bimbi dell'asilo e delle fanciulle della scuola;

B= i certificati e documenti da allegare alle domande medesime e la competenza per provvedere in proposito;

C= le visite mediche per le ammissioni ai vari istituti e le visite mediche periodiche interne agli istituti medesimi;

D= la disciplina interna;

E= le date di apertura e di chiusura dell'asilo e della scuola ed i relativi orari;

F= le norme per la somministrazione del vitto ai ricoverati e della refezione ai bambini;

G= le norme e modalità per la distribuzione della biancheria personale, del vestiario, calzature ecc. ai ricoverati e delle sopravveste ai bimbi dell'asilo ed alle scolare della scuola; il tutto se ed in quanto i mezzi a disposizione consentano di fornirli;

H= le regole interne e di convivenza nel ricovero e nella relativa infermeria;

I= l'igiene, la pulizia e quant’altro sia opportuno per il regolare andamento dei vari istituti e che non formi oggetto di disposizioni del presente Statuto.

 

CAPO VI

 

DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

 

Art.45) Membro di diritto del Consiglio di Amministrazione e presidente di esso è, finché vive, il fondatore avv: Vincenzo Salvatori.

Durante il detto periodo transitorio non si fa luogo alla nomina del componente del Consiglio di Amministrazione di cui al n. 5 dell'art. 27.

 

Art.46) Al fondatore pure di diritto, con assistenza di architetti e tecnici esperti, di determinare la progettazione, per la sola parte architettonica ed ornamentale, dei vari edifici da ricostruirsi o costruirsi ex novo nel perimetro della sede della Fondazione e suoi istituti.

 

Art.47) Fino a che i mezzi della Fondazione non consentano il funzionamento di tutti e tre gli istituti, sarà fatto funzionare il solo asilo infantile ed eventualmente la scuola di avviamento al lavoro, con successivo ingrandimento di entrambi, se finanziariamente possibile e conveniente.

In seguito, previo restauro ed adattamento della ex villa Salvatori (foglio 68 mapp.117), sarà impiantato anche il ricovero.

II Consiglio di Amministrazione, tuttavia, dietro iniziativa del fondatore, potrà deliberare detto restauro ed adattamento della ex villa anche in vita del fondatore, e, ove i mezzi lo consentono, iniziare il funzionamento del ricovero, in forma ridotta e solo per i poveri della Parrocchia di Consandolo.

In tal caso, e qualora il fondatore accetti, i locali che egli si è riservato come sua abitazione nella ex villa (col rogito Pilati 14 Ottobre 1948), verranno trasferiti in altro fabbricato della Fondazione. Detti locali, per numero a disposizione, saranno contenuti nei limiti di una dimora comoda ma modesta.

 

ART.48) Per tutto quanto non è contemplato nel presente Statuto, si osservano le disposizioni legislative e regolamentari vigenti e quelle che in avvenire siano emanate in materia di pubblica assistenza e beneficenza di protezione e assistenza all'infanzia e di pubblica istruzione.

16 Aprile 1951

 

f.to avv. Vincenzo Salvatori

 

Ministero dell'Interno

Visto in esecuzione del decreto di approvazione in  data 9 ottobre 1951

p.c.c. il Capo Divisione f.to illeggibile

Il ministro f.to Scelba

La variazione dello statuto è stata approvata con Decreto del Presidente della Repubblica in data 31.5.1965

Reg.to alla Corte dei Conti il 21.6.1965